Gettò il figlio nel Tevere, confermati 30 anni di carcere

Roma, 26 ottobre – patriziiofranceschelli-2Confermata la pena a 30 anni di carcere per Patrizio Franceschelli, il 27 enne che gettò il suo bambino nel Tevere. Era il 4 febbraio 2012 quando Franceschelli si avvicinò al fiume con il suo bambino Claudio e lo gettò di sotto, il piccolo venne ritrovato solo due mesi dopo, a Fiumicino.

Il 27enne aveva sostenuto un atteggiamento di pazzia, in cui non dava una spiegazione coerente sul perchè di un tale gesto, ma aveva confusamente parlato di cattiveria nel mondo e del tentativo di salvare il suo Claudio.

Ma la recita della malattia mentale non ha mai convinto molto i giudici, perchè l’uomo era sempre sembrato lucido, sia quando si era presentato a casa dell’ex compagna per prendere il piccolo ancora in pigiama, sia quando si era nascosto dai carabinieri che lo avevano notato e infine quando fu fermato, occasione in cui disse di aver fatto una scemenza, quindi risultava lucido e si rendeva conto di quello che era successo. Gli psichiatri hanno confermato che l’uomo nel suo gesto di gettare il figlio nel Tevere si mostra come “portatore di disturbo antisociale di personalità e non di disturbo mentale.”

E’ stata quindi accettata la proposta del procuratore generale Laura Capotorto di 30 anni di carcere, con l’accusa di omicidio volontario, aggravato da legami di parentela.

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