Inviolata, Radicali: «Nella discarica riversamenti illegali»

discaricaGuidonia, 27 ottobre – Dopo mesi in cui un olezzo malsano proveniente dalla discarica rende l’aria di Guidonia irrespirabile, i cittadini preoccupati hanno finalmente avuto la conferma : la discarica dell’Inviolata, la più grande del Lazio, non segue le procedure di smaltimento rifiuti previste dalla legge. Un fatto davvero grave, che mette in pericolo la salute di queste zone e che è stato messo in luce grazie ad una ricerca compiuta dai Radicali che in questi giorni hanno presentato anche un esposto contro la gestione della discarica di Guidonia.

Il dossier in questione è composto da 7 pagine e un video, in cui si denuncia il sistema di smaltimento rifiuti del Lazio con un’attenzione particolare ai siti di Borgo Montello, in provincia di Latina, Cupinoro, ma soprattutto quello dell’Inviolata a Guidonia. «In questi giorni vengono riversati in discarica materiali non trattati, in violazione della normativa europea» hanno spiegato i responsabili della ricerca che ha portato alla luce l’infrazione molto grave delle norme di smaltimento rifiuti previste dall’Ue.  Nonostante il deferimento della Commissione Ue, avvenuto lo scorso marzo, e una circolare del ministero dell’Ambiente in questi siti continuano a verificarsi riversamenti illeciti.

Camion che sversano in discarica tonnellate di rifiuti non trattati, mentre tutt’intorno svolazzano gabbiani famelici. Le foto e il video realizzati dai volontari dell’associazione Radicali Roma denunciano che a Cupinoro, nel comune di Bracciano, a Borgo Montello a Latina e all’Inviolata, nel comune di Guidonia, si continua a gettare il cosiddetto “tal quale”, pratica che le direttive europee prima e la legge italiana poi hanno vietato da tempo. «Non c’è solo Malagrotta», dicono i Radicali, che hanno presentato due esposti, uno alla procura e l’altro alla commissione europea.

«Chiediamo che dopo la chiusura di Malagrotta i riflettori non vengano spenti sull’emergenza rifiuti nel Lazio », dichiara Riccardo Magi, consigliere comunale radicale, che ha presentato una proposta di delibera per un’anagrafe pubblica dei rifiuti. «Contro l’Italia c’è una procedura di infrazione della comunità europea non solo per Malagrotta, ma per lo stato di illegalità in cui si trovano altre discariche della regione — spiega Massimiliano Iervolino, del comitato dei Radicali italiani — Chiediamo alla Regione di intervenire». Lo scorso 16 ottobre, la Regione ha autorizzato l’ampliamento della discarica di Cupinoro, per 450.000 metri cubi, quella dove la capitale adesso getta parte dei suoi rifiuti.

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Tonnellate e tonnellate di rifiuti non trattati, camion carichi di immondizia che arrivano ogni minuto e rilasciano il loro carico sulla montagna di rifiuti rendendola ogni giorno sempre più alta. Tutt’intorno gabbiani che svolazzano e un odore acre insopportabile. E’ questo il contenuto delle foto e dei video realizzate dai Radicali che hanno deciso, di fronte ad una situazione così grave, di presentare due esposti, uno alla procura di Roma e l’altro alla Commissione Europea.

«Chiediamo che dopo la chiusura di Malagrotta i riflettori non vengano spenti sull’emergenza rifiuti nel Lazio – hanno spiegato i Radicali  – contro l’Italia c’è una procedura d’infrazione della Comunità Europea, non solo per Malagrotta, ma per lo stato di illegalità in cui si trovano le discariche della Regione. Chiediamo un intervento immediato».

Le foto e il video realizzati dai volontari dell’associazione Radicali Roma denunciano che a Cupinoro, nel comune di Bracciano, a Borgo Montello a Latina e all’Inviolata, nel comune di Guidonia, si continua a gettare il cosiddetto “tal quale”, pratica che le direttive europee prima e la legge italiana poi hanno vietato da tempo. «Non c’è solo Malagrotta», dicono i Radicali, che hanno presentato due esposti, uno alla procura e l’altro alla commissione europea.

«Chiediamo che dopo la chiusura di Malagrotta i riflettori non vengano spenti sull’emergenza rifiuti nel Lazio », dichiara Riccardo Magi, consigliere comunale radicale, che ha presentato una proposta di delibera per un’anagrafe pubblica dei rifiuti. «Contro l’Italia c’è una procedura di infrazione della comunità europea non solo per Malagrotta, ma per lo stato di illegalità in cui si trovano altre discariche della regione — spiega Massimiliano Iervolino, del comitato dei Radicali italiani — Chiediamo alla Regione di intervenire». Lo scorso 16 ottobre, la Regione ha autorizzato l’ampliamento della discarica di Cupinoro, per 450.000 metri cubi, quella dove la capitale adesso getta parte dei suoi rifiuti.

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Camion che sversano in discarica tonnellate di rifiuti non trattati, mentre tutt’intorno svolazzano gabbiani famelici. Le foto e il video realizzati dai volontari dell’associazione Radicali Roma denunciano che a Cupinoro, nel comune di Bracciano, a Borgo Montello a Latina e all’Inviolata, nel comune di Guidonia, si continua a gettare il cosiddetto “tal quale”, pratica che le direttive europee prima e la legge italiana poi hanno vietato da tempo. «Non c’è solo Malagrotta», dicono i Radicali, che hanno presentato due esposti, uno alla procura e l’altro alla commissione europea.

«Chiediamo che dopo la chiusura di Malagrotta i riflettori non vengano spenti sull’emergenza rifiuti nel Lazio », dichiara Riccardo Magi, consigliere comunale radicale, che ha presentato una proposta di delibera per un’anagrafe pubblica dei rifiuti. «Contro l’Italia c’è una procedura di infrazione della comunità europea non solo per Malagrotta, ma per lo stato di illegalità in cui si trovano altre discariche della regione — spiega Massimiliano Iervolino, del comitato dei Radicali italiani — Chiediamo alla Regione di intervenire». Lo scorso 16 ottobre, la Regione ha autorizzato l’ampliamento della discarica di Cupinoro, per 450.000 metri cubi, quella dove la capitale adesso getta parte dei suoi rifiuti.

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