Meno incidenti, più costi per gli utenti: l’anomalia italiana delle assicurazioni

RCARoma, 30 ottobre – Gli incidenti diminuiscono. Ma il costo delle assicurazioni aumenta. È un’equazione sbagliata. Distorta. Potremmo dire “italiana”. Sembra un paradosso ed infatti lo è, almeno stando alle statistiche rilevate in questi giorni che hanno evidenziato un aumento vertiginoso dei premi a carico degli assicurati del 245% (da 391 a 1.350 euro di media), nonostante il numero dei sinistri sia drasticamente diminuito del 40%. Un trend dissonante che, dall’epoca della liberalizzazione di metà degli anni novanta, non ha fatto altro che aumentare i profitti dei gruppi assicurativi a discapito di utenti sempre più tartassati.

La prima conseguenza del caro RCA risulta essere l’elevato numero di veicoli circolanti senza assicurazione, i quali ammontano a circa quattro milioni. Inoltre, la mancata concorrenza fa sì che si crei una sorta di cartello, una concorrenza di facciata, che permette ai maggiori gruppi assicurativi presenti sul territorio (Unipol/Fonsai, Allianz, Generali) di “congelare” la competizione e trarre maggiori introiti. È evidente come la realtà italiana rappresenti un caso anomalo. Difatti, in Francia le compagnie che devono dividersi la torta dei premi assicurativi sono all’incirca quaranta. Una situazione ben diversa. Non può spiegarsi altrimenti la presenza di premi assicurativi così elevati, nonostante il rapporto fra sinistri e premi abbia raggiunto livelli record in positivo proprio negli ultimi anni: ad esempio, nel 2012 l’indice ha raggiunto quota 92, un valore mai raggiunto in precedenza.

In più, c’è da sottolineare come il tutto sia stato reso possibile dall’immobilità dei governi, i quali non hanno fatto nulla per fermare il caro RCA ed anzi hanno apportato correttivi volti a favorire gli stessi interessi delle compagnie. Basta andare ad esaminare l’ultimo provvedimento in ordine di tempo: il decreto “Cresci Italia”. Grazie a questa norma, viene sancito che i danni lievi saranno risarciti “solo solo se suscettibili di accertamenti clinico-strumentali obiettivi”.

Grazie a questa subdola postilla, i gruppi assicurativi risparmieranno ben 2,7 miliardi di euro. Ce n’era bisogno, no? Ma l’abbuffata non è finita qui. Difatti, il prossimo regalo giungerà nelle mani delle compagnie grazie alla novità proposta dal Governo Letta: in sostanza, si passerà all’adozione di nuove tabelle per i macro-risarcimenti elaborate dal Ministero dello Sviluppo. Lo studio delle tabelle da adottare uniformemente in tutta Italia è stato realizzato, oltre che da componenti medici, da personaggi legati alle compagnie d’assicurazioni, quali Vittorio Verdone dell’ANIA e la statistica Lucia Vitali, moglie di Riccardo Ottaviani, attuario e consulente delle maggiori assicurazioni in Italia.

Il risultato? Semplice! I risarcimenti per macro-lesioni saranno praticamente dimezzati rispetto a quelli delle tabelle preposte dal Tribunale di Milano ed utilizzate sino ad ora da tutti i giudici d’Italia, l’ennesimo “necessario” regalo alle compagnie che, ovviamente, non si tradurrà in alcuno sgravio delle tariffe RCA per gli utenti. Giusto, no? Siamo in Italia.

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