Movimento per la casa in corteo, cariche e scontri con la polizia

Scontri 31 ottobre 2Roma, 31 ottobre – Pesante il bilancio della giornata di corteo dei movimenti per la casa con un lancio di oggetti e lacrimogeni e tutto il centro della Capitale paralizzato.

Dopo il 19 ottobre, oggi sono tornati in corteo immigrati, movimenti per la casa e studenti. Già in mattinata erano in centinaia di fronte a Montecitorio per chiedere il rispetto del diritto all’abitare. L’assedio a Montecitorio coincide con lo svolgimento della Conferenza Unificata con l’Anci, chiamata dal governo con l’obiettivo di definire un decreto sulle politiche abitative a livello nazionale.

Mentre i manifestanti si preparano a partire e ad “assediare i palazzi del potere” spuntano le bandiere dell’Usb e dei movimenti all’abitare, ma anche dell’associazione Asia e dei movimenti studenteschi. La richiesta è il blocco immediato degli sfratti, sia quelli per occupazione che quelli per morosità, gli interventi al megafono rinfacciano gli sgomberi di alcuni giorni fa, che hanno messo in mezzo ad una strada intere famiglie con bambini piccoli.

Alcune ore dopo, fra slogan e tamburi, il serpentone si muove su verso Palazzo Chigi, bloccando la centralissima via del Corso, qui iniziano i momenti di tensione. Verso mezzogiorno si lanciano uova e ortaggi contro la celere chiedendo la libertà di protestare sotto i Palazzi del potere.

Ma gli scontri più pesanti si sono verificati in via del Tritone, dove il corteo ha cercato di sfondare i cordoni delle forze dell’ordine per arrivare sotto al ministero degli Affari regionali. Sono partite le prime cariche, a cui i manifestanti hanno risposto con un fitto lancio di oggetti, finchè in un paio hanno raggiunto i blindati dei carabinieri, cercando di danneggiarli, allora la polizia ha lanciato i primi lacrimogeni.

Il corteo ha allora ripiegato verso piazza Fontana di Trevi, mentre un altro gruppo si è diretto correndo su Piazza di Pietra, mantenendo quindi l’assedio ai palazzi, in particolare Montecitorio e Palazzo Chigi, al grido “libertà di movimento“.  In un’aria densa e irrespirabile per i lacrimogeni, i reparti anti sommossa si sono divisi a difesa dei vari ministeri, mentre dall’altra parte il corteo continuava a chiedere il diritto di portare la protesta sotto a quei palazzi in cui si decide la vita di tutti.

Per il momento il bilancio ufficiale è di 6 feriti, di cui 4 delle forze dell’ordine colpite dal lancio di oggetti. Ma i movimenti della casa promettono un proseguo delle proteste finché non verranno fermati gli sfratti e si inizierà una seria valutazione dell’emergenza abitativa a Roma.

Foto: Corriere della Sera – Repubblica.it

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