“Noi no”, al via la campagna contro la violenza sulle donne

Noino.org Roma, 25 ottobre- Inizia a Roma la nuova campagna contro la violenza sulle donne e per la prima volta sarà rivolta agli uomini. A poche settimane dalla giornata mondiale contro la violenza sulle donne, prevista per il prossimo 25 novembre, prende il via nella Capitale la campagna “Noi no. org”, per la prima volta non ci si rivolgerà solo alle donne, ma innanzitutto agli uomini con lo scopo di di informare e far riflettere il pubblico maschile sulla vastità del concetto di maltrattamento, che non riguarda solo la violenza sessuale, ma tutto quel circolo vizioso che coinvolge le molestie, le persecuzioni e la dominanza psicologica.

La campagna “Noi no. org” è stata presentata in Campidoglio dal sindaco Marino e dal presidente della provincia Zingaretti e il suo messaggio sarà veicolato tramite i volti famosi dello sport e dello spettacolo, come Cesare Prandelli, Claudio Bisio a Daniele Silvestri e Alessandro Gassman.

Marino ha promesso che nel nuovo bilancio verranno introdotti cospicui fondi per i centri di accoglienza e per i centri anti-violenza in quanto è molto importante stare vicino alle donne che subiscono violenze e alle volontarie che lavorano nel settore. Durante la sua esperienza in pronto soccorso, ha spesso assistito a casi di donne con ferite e contusioni sospette, ma era molto difficile procedere in qualche modo e le  vittime erano quasi sempre accompagnate dagli uomini.

Inoltre ha precisato che questa campagna è stata realizzata solo grazie al grande lavoro e alla grande vicinanza fra le due amministrazioni, quella comunale e quella provinciale con l’obiettivo comune di non considerare più la violenza sulle donne come un evento emergenziale, ma come un fatto culturale che affonda le radici nel nostro Paese.

Quindi l’unico modo per arginare e poi abbattere soprusi e violenze di genere è affrontare un lavoro di tipo culturale e aprire riflessioni e dibattiti, il più possibile rivolti agli uomini, in modo da non coinvolgere o giudicare sempre le vittime, ma piuttosto i loro carnefici.

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