Piero Marrazzo scagionato, fu una trappola dei carabinieri

21 ottobre, Roma- piero marrazo scagionatoFinalmente arriva una risposta decisiva sul caso di Piero Marrazzo, la Cassazione lo assolve e si aggravano i reati a carico dei carabinieri che lo sorpresero e lo filmarono mentre era con la trans Natalì.

La Cassazione ha decretato che non è ravvisabile alcuna responsabilità penale a carico di Piero Marrazzo, sia per l’utilizzo dell’auto blu che per l’assunzione di cocaina, fu “un’imboscata organizzata da alcuni carabinieri della Compagnia di Roma  Trionfale.

Si conclude la triste e lunga vicenda che nel 2010 portò il giornalista e presidente della Regione Lazio, Piero Marrazzo alle dimissioni. Era stato trovato mentre si recava con l’auto blu in via Gradoli, da una trans Natalì, e sul posto consumava cocaina. Peggiora la posizione dei militari, nei loro confronti vengono adottate misure cautelari, la posizione più grave è quella del maresciallo Nicola Testini.

I giudici, smentendo i difensori dei militari, hanno chiarito che non c’è rilevanza penale nell’utilizzo dell’auto blu, di cui l’ex presidente poteva servirsi liberamente, allo stesso modo non c’è rilevanza penale neanche nella dose di cocaina. Mentre i giudici ipotizzano che sia stata introdotta dagli stessi uomini in divisa, in ogni caso non c’è reato se Piero Marrazzo ne faceva uso personale.

Mentre per il giornalista la vicenda si risolve per i militari si fanno sempre più pesanti le ipotesi di reato, infatti loro a conoscenza delle debolezze dell’uomo intervennero con una vera e propria imboscata preparata precedentemente per estorcergli del denaro o dei favori.

Cade totalmente la difesa dei militari secondo cui fecero irruzione su segnalazione di festini con droga. Infatti i due carabinieri Luciano Simeone e Carlo Tagliente non si comportarono nel modo previsto da indagini ordinarie, non avvertirono i superiori, non compilarono il verbale, non sequestrarono la droga e non perquisirono l’appartamento.

Piero Marrazzo risulta sollevata e sereno e confessa di aver sempre avuto fiducia nei giudici, fin dall’inizio lui aveva raccontato la verità era solo la vittima di questa macchinazione. Alla fine ha dimostrato di aver ragione.

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