Produttività: Italia fanalino di coda dell’UE Dal 2007 -1,5%

euro_disastroRoma, 17 ottobre 2012 – Un’ora di produzione in Francia vale 45 euro, contro i 32 dell’Italia, in mezzo si posizionano la Germania con 43 euro e il Regno Unito con 39. Dal 2007 a oggi la crisi economica ha fatto perdere al nostro Paese un ulteriore 1,5% di produttività nonostante la media dei 27 Paesi dell’Unione Europea si sia attestata su una crescita media del 2,9% (Francia +1,1% e Germania +1,4).

Sono questi i dati presentati oggi da Giuseppe Roma, Direttore generale del Censis, alla XIV Conferenza Annuale dal titolo “Misurare, Cambiare, Migliorare: il potenziale esplosivo delle PMI italiane” che si apre oggi a Torino con il patrocinio di AMMA (Aziende Meccaniche Meccatroniche Associate) e PwC. La conferenza è organizzata dalla Fondazione Ergo MTM Italia, l’ente che riunisce imprese, sindacati e università in un progetto di ricerca, formazione e certificazione dei sistemi di misurazione del lavoro e del controllo dei carichi biomeccanici. Con circa 350 mila lavoratori coinvolti in Italia, la Fondazione è un osservatorio di dati operativi su parametri chiave dell’organizzazione del lavoro.

“L’Italia è il Paese delle piccole imprese, spiega Giuseppe Roma, solo il 20% degli occupati italiani opera in aziende con oltre 250 addetti. È fondamentale aiutare la PMI a sviluppare le proprie potenzialità se si vuole dare all’Italia una speranza di ripresa. Dal 2007 a oggi, abbiamo perso oltre 110 miliardi di euro di PIL e per recuperarli non basta solo esportare, è necessario accrescere la competitività in azienda. Oggi rivedere i processi produttivi è un imperativo assoluto.”

“Le PMI italiane possono oggi adottare sistemi di misurazione della produttività che fino a ieri erano utilizzati solo nelle grandi imprese” ha dichiarato Gabriele Caragnano, Direttore della Fondazione Ergo MTM Italia. “La produttività parte dal basso, è necessario sottoporre i processi produttivi a una misurazione che permetta di valutare ogni singolo passaggio. Questo processo permette non solo di migliorare la performance produttiva, ma anche di migliorare la qualità del lavoro dei dipendenti ecco perché la Fondazione è il luogo in cui oggi imprese e sindacati dialogano su obiettivi comuni.”

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