Discarica dell’Inviolata, i cittadini: «Ci stanno avvelenando!»

discarica-guidoniaGuidonia, 27 ottobre – Dopo l’annuncio della chiusura della discarca di Malagrotta, il sito di Guidonia è divenuto la zona di riversamento rifiuti più grande del Lazio, con 75mila tonnellate di rifiuti che saranno scaricate in quest’area fino al prossimo dicembre. L’ennesima proroga e l’ennesima delusione per tutti i residenti che da più di 10 anni si battono per il loro diritto alla salute. La situazione, infatti, è resa ancora più insostenibile dal fatto che nella discarica di Guidonia non vengono ormai più seguite le corrette procedure per lo smaltimento dei rifiuti. Le discariche di rifiuti infatti sono soggette alle norme generali previste dal DLgs 152/2006 denominato “Norme in materia ambientale” ed alle norme specifiche inserite nel DLgs 36/2003 “Attuazione della direttiva 1999/31/CE relativa alle discariche di rifiuti”.

Queste leggi specifiche hanno il compito di indicare le linee guida per una corretta gestione dei rifiuti prescrivendo di smaltire nella discarica solo i rifiuti che non possono essere recuperati oppure trattati. Inoltre il DLgs 36/2003 prevede che le discariche che accettano rifiuti biodegradabili dovrebbero essere dotate di impianti per l’estrazione del biogas, in modo da garantire i trattamenti di purificazione dello stesso. Ma l’olezzo che da diversi mesi sta invadendo le aree di Guidonia dice tutt’altro e dimostra ancora una volta come queste procedure non sono rispettate, a discapito della salute dei cittadini. A dimostrarlo è stata anche un’indagine condotta dai Radicali che hanno dimostrato come nella discarica dell’Inviolata non siano assolutamente rispettate le normative europee in materia di rifiuti. Fra i 47 comuni che riversano i rifiuti nell’area dell’Inviolata, infatti, solo un terzo fa la differenziata porta a porta, mentre i restanti comuni utilizzando ancora il vecchio metodo di raccolta dei rifiuti. Questo dunque non permetterebbe di ricorrere alle nuove procedure di smaltimento. Il risultato è una montagna di immondizia che continua a crescere e che emana un odore terribile.

«La puzza è davvero insopportabile» ha spiegato Gabriella P. residente a Santa Lucia che da mesi ormai è preoccupatissima a causa dell’olezzo che ogni mattina sente arrivare dalla discarica «Siamo davvero preoccupati, non sappiamo cosa stiamo respirando, ci stanno avvelenando con questa aria malsana! Le autorità non fanno niente».

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