Salute mentale, a rischio numerose strutture per mancanza fondi

depressioneGuidonia, 19 Ottobre – Carenza di personale  e chiusura in vista di numerosi Centri di salute mentale, in aree vaste e densamente abitate. Questo il quadro drammatico emerso dall’incontro tra il presidente della commissione Politiche sociali e Salute, Rodolfo Lena (Pd), e il direttore del Dipartimento di Salute mentale della Asl RmG, Giuseppe Nicolò che evidenzia una drammatica situazione che necessita di misure di intervento immediate, pena la chiusura di altre strutture. Fra le malattie curate in queste strutture vi sono depressione, ansie, crisi di panico oltre casi più complicati e gravi, abbastanza diffuse in tutta Italia.

«Senza un rapido riequilibrio di risorse umane rispetto agli standard minimi regionali i servizi resi alla popolazione saranno da novembre a rischio in molti comuni, da Palestrina a Guidonia, senza contare che a Subiaco e Colleferro i Csm sono già costretti alla chiusura in alcuni turni – dichiara Lena – La chiave di volta è lo sblocco delle deroghe per l’assunzione di personale e per il rinnovo dei contratti esistenti. In caso contrario sarà inevitabile l’accorpamento di più Csm, con notevoli disagi per l’utenza, che sarà costretta a spostamenti fino a 70 chilometri. Si tratta di una situazione imbarazzante che aggrava un quadro già critico da tempo nella Asl RmG».

«Da febbraio – prosegue Lena – il direttore Nicolò attende delle risposte chiare e certe, che ad oggi non sono pervenute, determinando un’inevitabile contrazione dei servizi resi ai cittadini, in un Paese come il nostro dove, dati alla mano, sono milioni gli italiani con problemi di salute mentale: dall’ansia alla depressione; dall’insonnia grave al disturbo post-traumatico da stress. E l’attuale crisi economica non sta facendo altro che ingigantire questi numeri. Secondo la Società Italiana di Psichiatria, solo l’8-16 per cento delle persone con problemi di salute mentale riceve l’intervento di un professionista, e solo il 2-9 per cento riceve trattamenti adeguati. Mi sembra chiaro – aggiunge Lena – che qualcuno non stia facendo la propria parte, ignorando le continue richieste protocollate dal Dipartimento di salute mentale, derubricandole. Occorre un’inversione di tendenza. Il personale mancante segnalato alla Regione dal Dsm è il seguente: 14 psichiatri, 14 psicologi, 14 infermieri, 10 tecnici della riabilitazione, 9 assistenti sociali, 2 amministrativi, 4 operatori socio-sanitari».

Fonte: La Voce del nord est romano

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