Atac, inchiesta biglietti clonati per un giro di 70 milioni

atacRoma, 7 novembre – Per l’azienda dei trasporti romani Atac una delle preoccupazioni principali non sembra arginare la circolazione di biglietti falsi, fatto che spesso costituisce un problema per tutte le aziende che vendono i propri servizi tramite biglietteria, ma al contrario, arginare la diffusione di ingenti quantità di biglietti clonati e distribuiti da ATAC stessa. Su questo verte l’indagine in atto da parte della Procura di Roma e della Guardia di Finanza che da marzo scorso hanno notificato tre avvisi di garanzia per una vicenda nota come “la truffa dei biglietti clonati”. Si parla di circa 70 milioni di euro derivanti dal traffico illecito di biglietti stampati da Atac e girati ai rivenditori ufficiali. Per comprendere meglio il funzionamento del raggiro, Repubblica ha intervistato una fonte interna ritenuta sicura, che rivela delle scioccanti dinamiche:  «Tutti i biglietti emessi da Atac hanno un numero. Quando il biglietto viene ceduto ai rivenditori ufficiali entra automaticamente in una white list. Una volta acquistato e obliterato, finisce invece in una black list. Così quando il ciclo si conclude, white liste black list si ricongiungono e i biglietti venduti e utilizzati vengono cancellati. Quest’ultimo passaggio nel sistema di Atac non c’è. La black list non è mai ricongiunta con la white list e un ipotetico biglietto clonato può passare anche dieci volte senza che le macchinette lo riconoscano. Atac è come la Banca d’Italia: ha la carta moneta, vende e rendiconta. Il tutto senza alcun controllo esterno». La truffa pare andare vanti da 13 anni, e a pensarci bene, si tratta di una storia che costituisce una forma di insulto verso tutti i cittadini che pagano il loro biglietto, e verso tutti quei dipendenti ATAC onesti che lavorano per far funzionare al meglio l’azienda di trasporti romana.

Fonte: http://roma.repubblica.it

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