Rientro dei capitali all’estero, abolito il carcere

Roma, 16 novembre-La capitali all'estero_svizzeraSvizzera possiede nelle sue banche circa 180 miliardi italiani, l’agenzia delle entrate cerca di incentivare il rientro di questi capitali, depenalizzando il reato.

Un autodenuncia volontaria è l’inizio per chi vuole riportare in Italia i propri capitali all’estero, non dichiarati al Fisco. L’agenzia delle entrare sta lavorando su una circolare e un modello di regolarizzazione, anche se si dovrà aspettare l’approvazione della legge di stabilità per sapere esattamente le cifre esatte. Intanto sappiamo che il nostro paese, cercando di sfuggire dalle multe europee per sanzioni troppo elevate contro chi ha capitali all’estero, sta depenalizzando il reato anche per incentivare il rientro di questo fondi. Dopo l’autodenuncia, i proprietari potranno riportare in Italia i loro capitali, pagando le tasse dovute, ma senza sanzioni, nè di tipo amministrativo, nè di tipo penale. Ed è proprio questa la novità, non ci sarà più l’anonimato come nei precedenti scudi fiscali, ma non si incorrerà a rilevanze penali e quindi tantomeno al carcere. Per il regolarizzatore volontario i vantaggi sono molti: non ci sarà più la confisca dei beni e le sanzioni sono ridotte al 6-20 per cento.

Questa è la soluzione di Equitalia per riportare i capitali all’estero, soprattutto quelli svizzeri, nel nostro Paese, prima che cerchino nuove destinazioni. Visto che entro due anni la Svizzera svelerà tutti i nomi dei conto correnti depositati nelle proprie banche.

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