Enea, accordo per la salvaguardia patrimonio archeologico Campania

geologia marittimaRoma, 5 novembre – L’ENEA e l’Associazione Marenostrum di Archeoclub d’Italia hanno firmato un accordo di collaborazione triennale per l’analisi di siti di interesse geo-archeologico e per ricerche sul patrimonio culturale subacqueo della  regione Campania. In particolare, nella primavera 2014 sarà realizzato il primo Spring Lab Geoarcheology della regione nella zona archeologica protetta della Gaiola sulla costa di Posillipo, dove sono state individuate antiche opere marittime sommerse a ridosso dell’attuale linea di costa. Si tratta di un laboratorio all’aperto di geoarcheologia costiera che consentirà all’ENEA di applicare innovative tecniche di ricerca e rilievo subacqueo, basato anche sull’utilizzo di brevetti specifici. L’attenzione sarà focalizzata su un probabile ormeggio di epoca romana che attualmente presenta strutture sommerse o semisommerse in erosione.

Con la collaborazione degli archeologi sarà possibile connotare i manufatti antropici come indicatori  per la lettura della dinamica dei fenomeni geologici costieri, consentendo di determinare le variazioni del livello del mare dall’epoca romana ad oggi. Le aree di studio si estenderanno successivamente ai principali golfi della Campania. Tra le finalità di questa collaborazione vi è anche lo studio per la fruizione in loco dei beni culturali sommersi  della  Campania attraverso la creazione di percorsi subacquei a tema. Questo accordo rappresenta il frutto più recente di una proficua collaborazione interdisciplinare (ingegneria, geologia, archeologia) fra un gruppo di ricercatori del Laboratorio di Chimica Ambientale del Centro Ricerche ENEA di Portici e il mondo dei Beni Culturali della Regione Campania. In passato il Centro di Portici, situato in prossimità delle principali aree archeologiche campane, si è occupato di alcune problematiche riguardanti il parco archeologico dell’antica Stabiae (Castellammare di Stabia) come pure della valorizzazione delle aree archeologiche sommerse dell’antica colonia romana di Sinuessa (Sessa Aurunca).

Fonte: Ufficio stampa Enea

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