La rivoluzione culturale sta nel non fare “quelle telefonate”

Economia delle FinanzeRoma, 4 novembre – Ecco l’ultimo intervento di Angelo Diario, attivista del Movimento 5 Stelle di Roma.

Leggendo le dichiarazioni del Ministro Cancellieri ho ripensato alla richiesta di comando fatta dai Portavoce del Movimento 5 Stelle al Comune per il mio comando presso i loro uffici.

La richiesta, partita a metà luglio, ha ricevuto una risposta ufficiale a metà ottobre, dopo “soli” tre mesi. Durante questi lunghissimi mesi, in molti hanno consigliato la strada per accelerare la pratica (e, soprattutto, per ricevere una risposta positiva): basta far fare una telefonata da un parlamentare!

Certo, è così che si fa… e ammetto all’inizio ci stavo pure cascando. Che c’è di male, in fondo è una richiesta che non mi porterà nessun vantaggio in termini di carriera (semmai il contrario …), nessun vantaggio in termini economici (anzi, rinuncerei persino le indennità ministeriali …) e non va a svantaggio di nessuno (non rubo il posto a un altro, visto che non si tratta di una nuova assunzione).

Invece abbiamo riflettuto su quelle telefonate ed abbiamo deciso di non farle fare. Perchè è per colpa di quelle telefonate che si interessano (e “risolvono”) i casi singoli che poi si lasciano irrisolti tutti gli altri casi.

E quindi, caro Ministro, lei ha il diritto a essere un essere umano ma non ha il diritto dichiarare “rifarei quella telefonata, era solo solidarietà ad una amica” perchè lei è un Ministro della Repubblica e deve essere equa, deve dirlo a tutti i cittadini vittime di ingiustizie “contate pure su di me” e non soltanto ai cittadini che rientrano nella cerchia delle sue amiche.

Prenda esempio, caro Ministro: noi quelle telefonate non le abbiamo fatte per accelerare i tempi della risposta e non le faremo per chiedere la revisione della risposta. Perché se “è così che fanno tutti gli altri”, anche questo è un modo per dimostrare che noi non siamo come tutti gli altri.

Questa è l’oggettiva realtà dei fatti, dedicata dai nostri portavoce in Comune e in Parlamento a chi parla di populismo e di demagogia. Un mondo senza privilegi è possibile, basta votarlo.

Fonte: Blog di Angelo Diario

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