Marina Berlusconi: «L’Italia si vergogni». Alfano: «Un brutto giorno»

BerlusconiRoma, 28 novembre – È il leader del neo-partito avversario, Angelino Alfano, uno dei primi a commentare l’ufficiale decadenza dal ruolo di senatore di Silvio Berlusconi: «È una brutta giornata per il Parlamento e per l’Italia, è stato estromesso dal Parlamento un uomo che milioni di italiani avevano votato». Dopo la scissione del Popolo delle Libertà, giunge proprio dal fronte delle “colombe” il primo attestato di stima per il Cavaliere. Il Nuovo Centro Destra, dunque, testimonia la sua vicinanza all’ex premier nel corso di una conferenza stampa al Senato, dopo che l’aula di Palazzo Madama ha detto sì alla sua decadenza. Ed ora, conseguentemente, verrà persa anche l’immunità parlamentare.

Il gruppo NCD ha detto no alla cacciata di Berlusconi, ma non ha preso parte alla manifestazione di piazza organizzata dai sostenitori del Cavaliere. La decisione non gli ha risparmiato frecciate da parte della rinata Forza Italia e, soprattutto, di Daniela Santanché. Un atto che certifica definitivamente la presa di distanza fra le due coalizioni politiche. È pur vero che, comunque, le parole di Angelino Alfano all’indirizzo del suo ex leader sono ancora di riconoscenza: «Oggi è stata una brutta giornata per il Parlamento e per l’Italia. Noi rivendichiamo questi ultimi venti anni e rivendichiamo le battaglie condotte in tema di giustizia. A questo punto anche il Partito Democratico non ha più alibi: la riforma della giustizia non può e non deve uscire dell’agenda del Parlamento e del Governo».

L’ex delfino di Berlusconi riferisce la sua anche circa il raduno di via del Plebiscito: «La linea oggi è di non rispondere alle critiche (soprattutto a quelle degli esponenti di Forza Italia, ndr) e sottolineare come quella di oggi non sarà ricordata come una bella giornata e non ci sembra il caso di rispondere contribuendo a qualcosa che non è esattamente commendevole. Ci teniamo stretta la nostra battaglia al servizio di princìpi e valori e non rispondiamo con toni e aggettivi proporzionati e adeguati a quelli che abbiamo ricevuto addosso».

In una nota di Forza Italia, nel frattempo, si legge la volontà di chiedere un incontro con il capo dello Stato: «Al termine di una lunga riunione, i deputati e i senatori di Forza italia hanno espresso la loro solidarietà al presidente Berlusconi e la preoccupazione per la situazione politica determinatasi dopo la decadenza del leader di Forza iItalia. Ed hanno così deciso di incaricare i capigruppo di Camera e Senato, Renato Brunetta e Paolo Romani, di chiedere al presidente della Repubblica di ricevere una delegazione dei gruppi parlamentari per affrontare il delicato momento»

Sandro Bondi non risparmia tempo e formula un attacco diretto al Nuovo Centro Destra: «Mi disgusta profondamente – afferma il senatore di Forza Italia – l’ipocrita messinscena della conferenza stampa di NCD. Dicono che è stato inferto un colpo mortale alla democrazia ed allo stato di diritto e nello stesso tempo confermano il pieno sostegno al governo e l’alleanza con quella sinistra che è artefice dell’estromissione del presidente Silvio Berlusconi dal Parlamento e della lesione dei principi fondamentali dello stato di diritto».

Anche Marina Berlusconi, primogenita di Silvio, non lesina commenti: «La politica si pentirà di essersi arresa alla magistratura. Il Paese si vergogni. L’Italia non merita di vedere l’uomo che milioni di italiani hanno scelto con il voto venire allontanato da uno dei luoghi più solenni della Repubblica, in base ad una assurda condanna senza prove e calpestando principi costituzionali, normative, prassi minime di civiltà. Una violenza di questo tipo rappresenta una macchia che peserà sulla storia del nostro Paese. La vera decadenza – conclude la Berlusconi – è quella imboccata dalle nostre istituzioni: sono loro, e non mio padre, ad uscire profondamente umiliate dallo scempio cui oggi ci è toccato assistere».

Le fa eco la sorella più piccola, Barbara Berlusconi, la quale ha appreso della decadenza del Cavaliere nella residenza di Arcore: «Con la violenta estromissione di mio padre dal Parlamento, avvenuta attraverso norme incostituzionali e palesi violazioni regolamentari, gli avversari politici si illudono di avere la strada spianata verso il potere. È un’operazione politica che si ritorcerà contro chi l’ha messa in atto, nel momento in cui gli italiani torneranno a pronunciarsi con il loro libero voto».

Chiude il cerchio la dichiarazione di Piersilvio Berlusconi: «Il voto di oggi al Senato mi colpisce come figlio e come cittadino. Come figlio, l’amarezza è profonda perché so quello che mio padre è davvero. E soprattutto quanto ha fatto. Per tutta l’impresa italiana e per il nostro Paese. Come cittadino, provo un forte senso di ingiustizia. Un voto così, che ignora ogni ragionevole dubbio su una vicenda giudiziaria che fa acqua da tutte le parti, non mi sembra in linea con i principi democratici che dovrebbero tutelare gli eletti dal popolo da aggressioni esterne, per di più strumentalizzate da interessi politici. Mi auguro per il futuro dell’Italia che abusi del genere non vengano mai più messi in pratica contro nessun parlamentare di qualsiasi parte politica».

Mentre c’è chi mastica amaro, si stappano bottiglie di prosecco e spuntano calici fra i deputati del Movimento 5 Stelle, i quali hanno deciso di festeggiare così il voto sulla decadenza di Silvio Berlusconi da senatore. Sorrisi, brindisi e foto di gruppo. I principali protagonisti sono Massimo De Rosa e Cristian Iannuzzi, immortalati con larghi sorrisi e spumante alla mano. Beppe Grillo, dal suo profilo Twitter, annuncia: «Ora tocca agli altri».

Atmosfera molto più distaccata in casa del Partito Democratico. Guglielmo Epifani commenta: «È stato rispettato lo stato di diritto». Il segretario del partito aggiunge: «I toni di chi grida al golpe minaccia sfracelli ed usa termini irrispettosi rischiano di portare ad una strada extra-istituzionale pericolosa». Il PD dovrà comunque tornare a “fare i conti” con il Cavaliere, il quale non è stato affatto battuto politicamente. Anzi, l’ex premier rischia di essere tutt’altro che sconfitto dopo la pubblicazione dei sondaggi degli ultimi giorni. Per questo, dovrà necessariamente essere avviate la “Fase 2” del Governo con la nuova maggioranza. Bisognerà tenere un occhio molto attento alle mosse di Angelino Alfano, oltreché ai suoi rapporti con Silvio Berlusconi. Urge una svolta nell’azione dell’esecutivo, insieme ad un cantiere di riforme ben solido. Questa è l’opinione comune che porta alla chiusura definitiva dell’era Berlusconi. Enrico Letta ha dato la sua disponibilità, assicurando: «Il giorno dopo le primarie mi confronterò e sono convinto sarà un confronto positivo, con il nuovo segretario del PD».

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