Regali Rai, spesi oltre 500mila euro.M5S e PD chiedono chiarezza

Roma - Elezione Presidente Camera dei DeputatiRoma, 10 Novembre- Roberto Fico, presidente della commissione di Vigilanza Rai per l’ M5S, dichiara a Repubblica la propria indignazione a proposito della vicenda dei regali offerti dalla Rai ai parlamentari: “Vergognoso, l’azienda faccia assoluta chiarezza. La cosa incredibile è che ci sono persone che hanno accettato questi regali”. Oltre 500 mila euro sono stati spesi in quattro anni e mezzo da parte di un’azienda che riceve annualmente 1 miliardo e 750 milioni dai cittadini che pagano il canone e che dovrebbero essere informati su come vengano spesi questi soldi. Fico attacca la consuetudine di “spendere questi soldi come fossero propri” e chiede chiarezza sulla gestione e l’assegnazione degli appalti in cui la Rai investe circa un miliardo e 300 milioni di euro. Riguardo alle ipotesi di privatizzazione Rai, circolate nelle ultime settimane, il presidente ribadisce che non è possibile parlarne finchè questo paese non avrà una legge seria sul conflitto d’interessi e una sull’antitrust, dopodichè non esclude si possa parlare di privatizzare una parte dell’azienda.

Salvatore Margiotta, vice presidente della commissione di vigilanza Rai per il Pd, ha spiegato che l’interrogazione parlamentare è stata un atto dovuto nei confronti degli italiani che hanno visto sperperare in beni inutili il loro contributo economico all’azienda, per di più in tempi così duri. Margiotta ha poi commentato la risposta del Parlamento sul caso “regalopoli” spiegando di essere d’accordo con Gubitosi: auspica che si eviti di addossare le colpe di un singolo a tutta l’azienda e che le indagini non si limino a scovare l’ anello debole, ma vengano effettuate su tutti i livelli di Viale Mazzini.

In risposta, la Rai riconosce certe criticità nella gestione degli omaggi e ammette di aver già preso adeguati provvedimenti nei confronti del responsabile. Margiotta spera si stimi un risparmio considerevole e ammonisce i colleghi in commissione a preoccuparsi più di questo tipo di illeciti che dei compensi degli artisti, soggetti al mercato e alla concorrenza.

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