Teatro dell’opera, spese folli dopo l’era di Alemanno

Roma, 23 novembre- Teatro-dellOpera-facc.-nott.-6286-f.F.Q.Con l’amministrazione di De Martino, voluta da Alemanno, il Teatro dell’opera ha triplicato le sue spese. Adesso Marino minaccia di tagliare i fondi e la stagione Muti sembra a rischio.

I sindacati, Cgil in testa, e la gestione del Teatro dell’opera sono sul piede di guerra dopo l’approvazione del nuovo bilancio del Campidoglio. Marino ha diminuito i fondi di due milioni e mezzo.  De Martino ( sovraintendente del teatro) avverte che senza quei fondi non sarà possibile garantire la stagione Muti e i sindacati lo seguono rifiutando qualsiasi idea di commissariamento, i lavoratori sarebbero già pronti a ribellarsi a partire dalla prima dell’Ernani. Inoltre i sindacati sostengono che i buchi di bilancio sono solo un falso «I conti che vengono diffusi sono falsi- ha tuonato Lorella Pieralli  della FialsCis- alla carenza di liquidità della Fondazione è indotta e sarebbe il frutto di una pressione del ministero dei Beni culturali per mettere l’istituzione in serie C ». Però i dati sembrano darle torto. Infatti da bilancio si evince che durante l’amministrazione De Martino, voluta da Alemanno, il contributo del Campidoglio al teatro dell’opera è triplicato, fra spese generiche e non meglio precisate e facchinaggio. Infatti i maggiori costi della struttura vengono risucchiati da opere di manutenzione e spese varie, tanto che vengono stanziati più soldi per operai ed impiegati che per i musicisti. Fino ad ora (bilancio 2012) il Campidoglio ha stanziato 19.950 milioni di euro per il teatro, ma vista la situazione in profondo rosso delle casse comunali, Marino ha deciso che non può e non vuole più sostenere spese simili. Il primo cittadino accusa De Martino di aver speso follemente i fondi comunali senza alcun controllo, a partire dalle spese per trasporto e facchinaggio passate da 380 mila euro a più di un milione e poi i generici altri servizi passati da 4 a 6 milioni. Marino ha dichiarato che non accetterà la minaccia del blocco della messa in scena, ma anzi in risposta ai tagli il teatro dell’opera dovrebbe presentare un nuovo bilancio, chiaro ed essenziale. Bisogna cercare più sponsor privati, che adesso sono praticamente inesistenti e rendere le serate più attrattive per il pubblico, che deserta quasi tutte le serate. Attualmente il teatro racimola dai biglietti circa 7 milioni, otto volte meno i costi totali di produzione.

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