Da una vita normale alla strada, la realtà dei poveri romani

Roma, 23 dicembre – E’ una Roma tragicamente messa in ginocchio quella che vede aumentare il numero dei poveri, dei senzatetto che, come fantasmi, ignorati da tutti, cercano disperatamente di aggrapparsi a qualcosa, lottano per se stessi o per i propri cari, nell’indifferenza totale e nel menefreghismo di chi potrebbe realmente fare qualcosa, di chi potrebbe rinunciare a un pò del suo per donarlo a chi ne ha seriamente bisogno. Nella capitale, come nel resto del Paese, aumenta vertiginosamente il numero dei poveri che, oltre a non avere un lavoro, delle aspettative, non ha da mangiare e non sa dove dormire. In un’Italia flagellata dalla crisi esistono persone che tentano di andare avanti. Come Gaetano, disoccupato da qualche anno, che vive per strada ma ha i vestiti sempre puliti. Come Giovanna che abita in un van poco più grande di una macchina, con i suoi genitori. Il padre, malato di sclerosi laterale amiotrofica, conserva le medicine in un frigo sulla strada, collegato solo d’estate ad un generatore elettrico. Come Daniel e la sua famiglia, che sono riusciti a costruire, sotto il ponte di EuRoma 2, una vero e proprio appartamento. Hanno spalato per più di un anno la sabbia e detriti accantonandoli in un angolo e realizzato camerette di cartone,con porte recuperate dalla spazzatura, dove dormono i più piccoli. Come Radu, che vive in una roulotte illuminata da una lampada a gas con sei familiari, il più piccolo, suo figlio (dieci anni), ha da mesi un’infezione ai reni e la febbre alta. I vetri del furgone sono rotti e dei cartoni umidi sostituiscono i finestrini per riparare il bambino dal vento e dal freddo. La cosa sconcertante è vedere come intere famiglie che solo fino a qualche mese fa conducevano una vita normalissima, con una casa e un lavoro, si ritrovano improvvisamente per strada, senza l’aiuto di nessuno. I dati sono allarmanti. La Croce Rossa Italiana, i cui volontari si impegnano ogni giorno ad aiutare i senzatetto, evidenzia che «non si tratta più soltanto di persone sole, senza casa e con una vita difficile alle spalle, ma anche persone comuni, con un lavoro e uno stipendio che non sono più in grado di sostenere il costo di un affitto». Le unità della Cri, solo a Roma, assistono in media 600 persone alla settimana. I volontari portano viveri, thè caldo, coperte. Generi di prima necessità donati da privati o da esercizi commerciali, come «Il forno delle delizie», che destina ai senza fissa dimora prodotti di giornata che altrimenti dovrebbero essere buttati. Ancora più sconcertante il dato che evidenzia come si sia abbassata l’età media dei senza dimora e l’aumento degli italiani fra di essi. Per strada, ormai, si possono trovare persone di tutte le età, dai ragazzini agli anziani, ai neonati, vittime di una povertà che li ha aggrediti ancor prima di venire al mondo. Se si è fortunati si possiede una macchina, una roulotte e quindi un riparo. Altrimenti ci si deve arrangiare con delle scatole e poche coperte offerte dai volontari. Oppure c’è chi dopo aver vissuto per diverso tempo sotto un ponte, in un parco o in una stazione, è riuscito a trovare il modo di fabbricarsi una piccola abitazione. Come è successo sotto il ponte di EuRoma2, dove una famiglia ha costruito dalle macerie una piccola abitazione dove trovare riparo. Un ringraziamento speciale va a tutti quei volontari, in particolar modo quelli della Croce Rossa, che ogni notte, fino alle 3 del mattino, girano per la Capitale e assistono le persone bisognose. Nessun ringraziamento, invece, e tanti interrogativi sono rivolti alla classe politica che è indifferente alle problematiche di questo Paese, di questa città, dove tante persone, questo Natale dormiranno per strada. Molti di loro non avranno un pasto. Eppure si continua a far finta di niente.

(Corriere della Sera)

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