Finanziamento pubblico ai partiti, ora decidono i cittadini


Alfano LettaRoma, 14 dicembre – Abolizione del 25 per cento dal 2014 e via via crescendo fino al 2017, quando i finanziamenti pubblici ai partiti verranno eliminati del tutto. «Avevo promesso ad aprile abolizione finanziamento pubblico partiti entro l’anno. L’ho confermato mercoledì. Ora in cdm manteniamo la promessa». Twitta così il presidente del Consiglio, Enrico Letta in merito all’abolizione dei finanziamenti pubblici ai partiti. «L’abolizione del finanziamento pubblico ai partiti è realtà – ha detto poi in conferenza stampa -. Il nuovo sistema di finanziamento, con il due per mille, dà tutto il potere ai cittadini», ma, spiega il premier, è un sistema «che non frega i cittadini perché l’inoptato resta allo Stato».

Il testo votato oggi, ha precisato, è quello del ddl approvato dalla Camera. Ma c’è di più: nel decreto c’è anche «l’obbligo della certificazione esterna dei bilanci dei partiti». Una decisione per superare «l’opacità» di questi anni e che «renderà impossibile che in Italia si torni agli scandali degli anni scorsi». In pratica la riforma, che nel 2014 prevede una riduzione del finanziamento pubblico del 25 per cento, nel 2015 del 50 per cento e nel 2016 del 75 per cento andrà a regime dal 2017 quando il sistema attuale sarà abolito in toto e sostituito dalle donazioni volontarie del 2 per mille dei cittadini.

Ma non tutti si mostrano soddisfatti del risultato e, visto che twitter ospita i botta e risposta, vi troviamo anche quello di Renato Brunetta che accusa Letta di aver bloccato una legge in dirittura d’arrivo semplicemente per posticipare l’iter: «Inebriato dalle imminenti festività – dice il presidente dei deputati di Forza Italia –  nella inedita veste di Babbo Natale, Letta annuncia l’inattesa furbata: un decreto-legge scippa al Parlamento la legge sulla cosiddetta abolizione del finanziamento pubblico che era già in dirittura d’arrivo e obbliga le Camere a ricominciare d’accapo tutto l’iter per la conversione». Scettico come sempre anche Beppe Grillo che dal suo social network tuona: «Il decreto legge di Letta è l’ennesima presa per il c… Basta balle d’acciaio». Scettico anche Antonio Di Pietro: «Abolito per decreto? Prima di cantare vittoria, aspettiamo di vedere testo. Di fregature ne abbiamo prese troppe finora». L’ultimo emendamento al testo del governo approvato dalla maggioranza prevede l’abbassamento delle aliquote: chi donerà soldi ai partiti godrà di detrazioni al 37 per cento tra i 30 euro e i 20 mila euro, al 26 per cento tra i 20 mila e i 70 mila euro.

(Repubblica)

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