Guinea Equatoriale, da 10 mesi un italiano è in carcere ingiustamente


Roma, 4 dicembre- guinea equatoriale_ berardiL’Espresso rivela la situazione drammatica di Roberto Berardi, imprenditore italiano, che da anni investe nella Guinea equatoriale. L’uomo è stato arrestato ormai ben 1o mesi fa dopo aver denunciato i furti dai conti dell’azienda da parte del suo socio, figlio del presidente. Roberto ha 48 anni e ne ha passati quasi 20 nella Guinea equatoriale, come imprenditore e costruttore di strade. In Africa vige la legge non scritta che per avviare un azienda bisogna associarsi ad un investitore locale, e così ha fatto anche Roberto. Per creare la sua Eloba constrution si è alleato con Teodoro Obiang, figlio del presidente, Roberto possedeva il 40 per cento delle azioni, mentre le altre 60 per cento erano in mano ad Obiang. Durante i primi giorni dell’anno scorso però l’imprenditore italiano si è accorto di alcuni conti anomali, tutti a carico del suo socio e nell’ultimo consiglio di amministrazione ha chiesto con forza chiarimenti e la restituzione dell’intera cifra. Poco dopo è successo il peggio, il 18 gennaio scorso Roberto è stato arrestato, solo nel momento dell’arresto è riuscito a fare una telefonata disperata all’ ex moglie. Roberto è stato tenuto in isolamento per 22 giorni ( quando la legge prevede al massimo 72 ore), è stato processato e condannato per frode fiscale a due e quattro mesi di carcere con un ammenda di 1,2 milioni di euro. Però l’uomo non possiede quei soldi visto che gli sono stati bloccati tutti i beni e i conti bancari presenti sul territorio africano. Sono trascorsi 10 mesi dalla condanna, in cui Roberto non è mai riuscito a vedere un avvocato o un ambasciatore italiano, in questo periodo ha contratto cinque volte la malaria ed è dimagrito di molti chili. Inizialmente un’ amica lo andava a trovare per portargli un pò di cibo, ma un giorno, di ritorno dal carcere, è stata fermata e massacrata di botte, mentre la sua casa veniva distrutta. , libero nella Guinea equatoriale, è invece ricercato in Francia e in America, per appropriazione indebita e riciclaggio di denaro. L’inchiesta statunitense si concentra proprio sui fondi che Obiang avrebbe sottratto all’ Eloba di Berardi, per un totale di circa 30 milioni di dollari. Questi fondi, secondo gli investigatori, sarebbero stati utilizzati nei modi più disparati a partire da un paio di guanti appartenuti a Michael Jackson ai mobili per arredare la sua villa di Malibù. Sulla situazione la Farnesina ha dichiarato di essere intervenuta sensibilizzando il presidente sulla situazione del nostro connazionale e rivolgendosi al Nunzio Apostolico a Yaoundé, accreditato anche in Guinea equatoriale. La famiglia però ribatte di non aver ricevuto nessun aiuto, nè informazione dal governo italiano. Sono stati abbandonati anche per le semplici questioni burocratiche che permetterebbero di inviare denaro in carcere a Roberto, in modo da assicurargli cibo e medicine.

L’unico errore di Roberto Berardi è stato quello di non scappare appena accortosi degli ammanchi, invece di chiederne conto al consiglio d’amministrazione e pretendere il rispetto delle leggi.

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