Movimenti per la casa, pronti alla rivolta dopo il bluff del governo

Roma, 28 dicembre- I movimenti per la casa sono pronti a tornare in piazza in tutta Italia, dopo la decisione di ieri del Coniglio dei ministri. Quest’ultimo ha annunciato il blocco degli sfratti fino a giugno 2014, e fino a qui non ci sarebbero problemi, peccato che il provvedimento riguarderà le famiglie con un reddito inferiore ai 21 mila euro annui. Diminuiranno pertanto le famiglie che potranno beneficiarne rispetto ai precedenti provvedimenti che vedevano un reddito annuo di 27 mila euro. Sul piede di guerra i movimenti per la casa, che non ci stanno a cedere, chiedendo al ministro Lupi, concretezza dopo le promesse fatte. «Valutiamo molto negativamente la misura sugli sfratti – ha commentato Paolo di Vetta, portavoce dei movimenti per la casa – Esso copre una piccolissima parte di famiglie a rischio di sfratto e viene anche abbassata la soglia di 27mila euro prima in vigore, a 21mila euro, quindi le 1.300 famiglie salvate dalla precedente proroga diventeranno molto meno. Noi  auspicavano un blocco degli sfratti per morosità incolpevole, che riguardano il 90% degli sfratti al momento in esecuzione ». Il 10 gennaio i movimenti per la casa incontreranno il prefetto per fare il punto della situazione, ma minacciano fin da subito, che senza risposte concrete saranno pronti a blocchi stradali e blocco della produzione in tutta Italia, per arrivare poi ad una data capitolina, magari il 20 gennaio. L’accusa degli attivisti è che l’attuale provvedimento riguarderà un migliaio di persone, a fronte delle 250mila famiglie sotto sfratto.

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