San Basilio, poliziotti arrestati per stupro


polizia-01Roma, 2 dicembre- Tre poliziotti in servizio a San Basilio sono finiti ai domiciliari con l’accusa di stupro. Il gip Tiziana Coccoluto nelle due le ordinanze di custodia cautelare espone i due distinti avvenimenti che hanno portato all’arresto degli agenti.

Il sostituto commissario Massimo Selva è stato accusato di aver estorto delle prestazioni sessuali ad una giovane poco più che diciottenne, fermata per detenzione di stupefacenti, offrendosi di non denunciarla per il reato commesso. La ragazza era stata allontanata dal gruppo di amici e dal fidanzato e le violenza si sarebbero consumate in commissariato, ma la giovane, secondo quanto riferisce il gip, ci ha messo un pò prima di riuscire a rivelare quanto era accaduto: «Sono certa di aver percepito che la mia disponibilità -a detto lei a verbale- ad essere accondiscendente alle sue richieste sarebbe stata apprezzata, lo avevo già percepito nel suo continuo rassicurarmi sul fatto che lui avrebbe potuto sistemare le cose, confermo di non essere riuscita in nessun modo a reagire, tranne il fatto di cercare di allontanarmi». Il gip precisa che la ragazza avrebbe acconsentito al rapporto in quanto si trovava in evidente situazione di compromissione «Gli ho detto che preferivo rimanere in quegli uffici e che avrei atteso le conclusioni degli accertamenti – prosegue il verbale – ero spaventata e intimorita dal suo atteggiamento ho cercato di allontanarmi da lui ma, sempre da dietro, ha iniziato a slacciarmi i pantaloncini corti». Il sostituto commissario l’avrebbe infine costretta a rimanere con lui fino alle prime ore del mattino.

Nel secondo caso, invece, la vittima è una prostituta agli arresti domiciliari. La vicenda è un pò più complessa infatti la donna avrebbe registrato quanto accaduto durante la violenza e per questo i pm hanno dovuto riascoltarla più volte per fugare ogni dubbio. A convincere il gip Anna Maria Fattori sono state le altre tracce audio ritrovate sul registratore: in una delle due, risalente a un paio di settimane prima, si sentivano i due poliziotti fare pesanti battute a sfondo sessuale e, anche se il nastro si interrompe, si intuisce che le avrebbero abbassato i pantaloni. Il 2 giugno, poi, un’altra visita fuori programma: «I due erano in borghese ed ho notato che erano arrivati con un’auto di colore grigio scuro. Mi hanno detto che sarebbero tornati più tardi. Io all’inizio mi sono opposta ma ho avuto timore che potessi subire da loro ritorsioni».

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