Scandalo carne di cavallo in Francia, Enpa: «Italia a rischio»


scandalo carne di cavallo di franciaRoma, 16 dicembre  – Dopo il nuovo scandalo legato alla commercializzazione di carne di cavallo contraffatta – scandalo scoppiato questa volta in Francia dove sarebbero stati destinati all’alimentazione umana addirittura animali usati per la sperimentazione – l’Ente Nazionale Protezione Animali torna a chiedere al Ministero della Salute controlli urgenti per evitare che tali traffici colpiscano anche il nostro Paese.
«Purtroppo, la frequenza con la quale tali fatti si verificano, sembra confermare che non siamo di fronte a fenomeni episodici, ma ad un vero e proprio racket che interessa diversi Stati membri dell’Unione Europea», spiega il direttore scientifico dell’Enpa, Ilaria Ferri.
Infatti, dopo i ben avvenimenti accaduti nei mesi passati, che avevano coinvolto noti marchi industriali, poche settimane fa l’Enpa aveva lanciato l’allarme su una partita di carne in scatola di manzo, commercializzata nel Regno Unito e contraffatta con carne equina, che le autorità hanno poi ritirato dal mercato. «Tale contraffazione era imputabile al racket della carne di cavallo in Romania dove gli equini, sottoposti a terribili maltrattamenti, verrebbero macellati con il consenso di veterinari compiacenti mentre le loro carni, spacciate per bovine, verrebbero poi immesse nei circuiti commerciali internazionali e quindi usate per il confezionamento di prodotti destinati all’alimentazione umana. Il caso francese – prosegue Ferri – è ancora più eclatante, e pericoloso per la salute umana, perché si tratterebbe di esemplari utilizzati a fini sperimentali.»
L’allarme tra l’altro riguarda, oltre agli animali usati per i test, anche gli equini con passaporto sportivo, i quali, sebbene non utilizzabili dal punto di vista alimentare, possono essere intercettati dalla malavita organizzata – specie oggi che fortunatamente molti ippodromi stanno chiudendo – e destinati al consumo umano.
In realtà, osserva l’Enpa, la contraffazione alimentare rappresenta l’aspetto particolare di un problema generale: quello legato all’uccisione di animali per soddisfare un nostro presunto fabbisogno alimentare. «Sotto questo profilo– conclude Ferri – discriminare fra cavalli, suini e bovini non ha alcun senso perché si tratta sempre di esseri viventi. La scelta Veg dunque è l’unico modo per salvare loro la vita ed è lo strumento più efficace non solo per prevenire le cause della contraffazione ma, come dimostra la letteratura scientifica, per garantire a tutti noi un’alimentazione più salutare, più sostenibile dal punto di vista della gestione delle risorse, meno inquinante e accessibile a tutti gli abitanti del pianeta».

(Enpa)

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