Mondiale. La Germania è campione, 1-0 all’ Argentina


Roma, 14 Luglio 2014 – La Germania è campione del mondo per la quarta volta, come l’Italia. Dopo la finale del Mondiale in Corea e Giappone persa contro il Brasile, due terzi posti nel 2006 e nel 2010, corona un ciclo strepitoso andandosi a prendere una coppa inseguita da 24 anni, battuta l’Argentina che, come, nel 1990, viene piegata per 1-0. A Roma ci pensò Brehme all’ 81’, trasformando un rigore procurato con astuzia da Voller, stavolta c’è voluta una magia di Mario Gotze, il giovane bocciato da ct e critica dopo la fase a gironi, per decidere la contesa dopo 123’ di equilibratissima battaglia. E per il calcio è un giorno doppiamente storico: è la prima vittoria di una europea nelle Americhe. Ha vinto la squadra più forte, non ci sono dubbi. La squadra che ha fatto vedere il gioco e i singoli migliori. In finale non ha disputato la sua gara più bella ma, come sempre, ha evidenziato personalità e carattere da vendere. Seppur stremata dalla fatica, dopo aver sofferto per tutta la ripresa, nei supplementari ha ripreso in mano il comando delle operazioni, ha chiuso l’Argentina nella propria trequarti e poco prima dei rigori ha trovato la giocata per fare la differenza con Schurrle e Gotze, che di certo non erano tra i protagonisti più attesi. A dimostrazione di un complesso straordinario nella sua interezza.

L’Argentina ha di che recriminare. Ha avuto le occasioni migliori, per tre volte ha messo un uomo davanti alla porta ma non ha avuto la lucidità necessari per colpire. A tradirla sono stati soprattutto Higuain, Messi e poi Palacio, che all’ appuntamento con la storia si sono fatti trovare impreparati. Chissà se il destino tra 4 anni darà loro una seconda chance, ma nel frattempo passeranno molte notti insonni, come i tanti tifosi argentini che a lungo avevano sognato di diventare campioni davanti agli odiati cugini brasiliani. Il match. Loew si è visto costretto a rinunciare all’ultimo minuto, a Khedira, fermato nel riscaldamento da un problema muscolare, così ha lanciato nella mischia il giovane Kramer, impiegato fin qui appena 18’). Il mediano del Borussia Mönchengladbach però dopo appena 17’ ha rimediato una spallata al mento da Garay che lo ha messo ko, costringendo il ct a rivedere nuovamente i piani: dentro Schurrle, con Kroos abbassato accanto a Schweinsteiger e Ozil spostato alle spalle di Klose. Sabella ha risposto non rischiando Di Maria e dando fiducia allo stesso undici schierato contro l’Olanda. La Germania ha preso subito possesso del centrocampo pressando alto ma, così facendo, si è esposta ai veloci contropiede dell’Argentina che, al 21’, ha clamorosamente fallito l’1-0: Higuain, lanciato solo davanti alla porta da uno sciagurato retropassaggio di testa di Kroos, ha avuto troppa fretta e ha calciato malamente a lato dal limite.L’attaccante del Napoli avrebbe potuto rifarsi al 30’, quando ha messoin rete un cross dalla destra di Lavezzi, ma Rizzoli ha giustamente annullato fuorigioco.

La Germania ha dovuto attendere il 37’ per impegnare finalmente Romero: ci ha pensato il subentrato Schurrle, che ha concluso sul primo palo un bel assist dalla sinistra di Muller, senza però, sorprendere il portiere della Samp. In pieno recupero, poi, la Germania è andata vicinissima al vantaggio con Howedes, che con un colpo di testa su angolo dalla destra di Kroos, ha colpito incredibilmente il palo a Romero battuto.

Sabella dopo l’ intervallo ha tolto Lavezzi, stanchissimo, rimpiazzandolo con Aguero. L’Argentina non ha cambiato comunque modulo e schemi, e ha continuato a far soffrire la Germania con continue verticalizzazioni. La giocata risolutiva si aspettava da Messi, ma il fuoriclasse del Barcellona prima ha chiuso troppo un diagonale su lancio di Biglia, poi ha mandato largo un tiro a giro dal limite. La Germania ha sofferto, ha faticato a riproporsi con continuità in avanti ma ha comunque costruito una buona occasione per passare all’80’ con Kroos che ha calciato di poco a lato un destro dal limte su assist di Ozil. Inevitabili, allora i supplementari, dove, d’incanto, la squadra di Loew ha ritrovato quelle energie che sembravano esaurite. In cattedra sono saliti soprattutto Schweinsteiger e Schurrle. Il primo ha iniziato a giganteggiare a metà campo, il secondo ha trovato gli spunti necessari per mandare in tilt la difesa albiceleste. E dopo aver fatto tremare Romero al 91’, si è inventato l’azione per la storia al 123’: andato via in velocità a Zabaleta sulla sinistra, ha messo dentro un pallone al bacio per Gotze, subentrato a Klose, che ha stoppato di petto in corsa e battuto il portiere con uno strepitoso sinistro al volo in diagonale.

Nel finale Argentina commovente, con un assalto tanto generoso quanto inutile: da segnalare solo una punizione per Messi da 30 mt al 118′: la Pulce prova il miracolo ma la conclusione si perde alta sopra la traversa.

Si arriva così al fischio finale: la festa questa notte sarà a Berlino, Germania sul tetto del mondo.

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