La lettera dell’Associazione Nazione Rom al sindaco Marino

La ‘questione Rom’ a Roma Capitale ha assunto i caratteri di un vero e proprio scandalo nazionale ed europeo. Secondo la Procura della Repubblica – Tribunale di Roma un’ associazione a delinquere di stampo mafioso ha gestito per anni i campi e l’accoglienza di migliaia di cittadini e cittadine di etnia Rom. Il coinvolgimento diretto dell’ex Sindaco Gianni Alemanno, di esponenti di rilievo nazionale, regionali e locali del Partito Democratico, Fratelli d’Italia – Alleanza Nazionale, Forza Italia, Lega delle Cooperative, ex terroristi, sinistra, centro, destra: un sistema che ha lucrato sulla pelle degli ultimi impedendo l’inclusione della popolazione Rom, Sinti e Caminanti. Di fronte alla sistematica violazione delle legge perpetrata da questo sistema politico-mafioso, di fronte all’uso illecito di decine di milioni di euro di denaro pubblico, stanziato dall’Unione Europea per l’inclusione degli ultimi, usato invece per arricchire squallidi personaggi, di fronte ad un quadro drammatico di chi ha soffiato sul fuoco del razzismo e della violenza per mantenere il sistema, il Sindaco di Roma Capitale Ignazio Marino ed il Governo hanno l’obbligo penale, morale ed etico di rimettere al centro la legalità ed il rispetto degli accordi quadro strutturali europei. Era il 13 maggio 2013 quando una rappresentanza Rom ha incontrato la Prefettura di Roma chiedendo la concreta applicazione della Strategia Nazionale di inclusione per Rom, Sinti e Caminanti varata dal Consiglio dei Ministri il 24 gennaio 2012 in attuazione della comunicazione della Commissione Europea n. 173 del 5 aprile 2011. Era il 3 aprile 2013 quando abbiamo protocollato al Prefetto di Roma Giuseppe Pecoraro, a Roma Capitale ed alla Regione Lazio la richiesta di convocazione del Tavolo di Inclusione dei Rom, dei Sinti e dei Caminanti secondo gli schemi di governance decisi dal Consiglio dei Ministri ed Unar. Per sconfiggere la mafia, il razzismo e la corruzione, per superare il sistema dei campi c’è solo una strada: è l’applicazione degli accordi quadro strutturali (impegno preso dallo Stato italiano con la Commissione Europea ed il Consiglio d’Europa) implementando regole e governance previste dalla Strategia Nazionale di Inclusione con Unar Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali – Presidenza del Consiglio dei Ministri punto di contatto nazionale. Gli assi di lavoro sono quattro: lavoro, casa, scuola e sanità: per garantire la piena inclusione sociale dei cittadini e cittadine Rom nella Capitale ed in tutta Italia le istituzioni sono chiamate a rispettare principi e metodologie pedagogiche previste nella Strategia: i cittadini e le cittadine Rom affermano una vita come tutti i cittadini con diritti e doveri. I percorsi di inclusione sociale devono vedere come attore fondamentale della progettazione lo stesso soggetto destinatario: la società civile rom. È inimmaginabile ed un vero crimine proseguire sulla strada percorsa sino ad oggi. Roma Capitale deve convocare il Tavolo di Inclusione: il tavolo deve vedere il coinvolgimento diretto della Prefettura, di Unar e dei cittadini e cittadine Rom, Sinti e Caminanti. Nel tavolo si pensa, si progetta, si esercita la democrazia e si decide le politiche da adottare. Una strada di autodeterminazione ed interculturalità per sconfiggere razzismo, mafia e corruzione. Una strada per uscire dalla crisi economica e riportare la legalità a Roma Capitale ed in tutta Italia“. Così si legge in una lettera aperta al Sindaco di Roma, Ignazio Marino, dell’Associazione Nazione Rom.

10 dicembre 2014

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here