Rivoluzione moda. A New York sfila la prima modella affetta dalla sindrome di Down, Jamie Brewer


Il mondo della moda forse sta cambiando e porta in passerella “modelli non convenzionali”. E’ questo il sentore che si ha davanti la scelta della stilista Carrie Hammer di far sfilare alla New York Fashion Week la prima modella con sindrome di down Jamie Brewer. L’attrice trentenne è già nota al pubblico per il suo ruolo in American Horror Story e per il suo impegno sociale all’interno delle comunità di persone affette da disabilità. “È bello poter essere una fonte di ispirazione per le donne e incoraggiarle ad essere e a mostrare chi sono”, ha spiegato la Brewer. “Ragazze, guardatemi e dite: ‘Hey, se può farlo lei, posso farlo anch’io!”.  La Hammer ha voluto l’attrice tra le sue modelle per la campagna Role Models not Runway Models che ha lo scopo di dar spazio a chi non sente di rientrare negli standard estetici imposti dall’industria della moda. E così, nella giornata di giovedì 12 febbraio, Jamie ha sfilato con un abito nero disegnato su misura per lei. Secondo la Hammer l’abito indossato ha ben rappresentato il carattere forte e deciso dell’attrice, evocando l’atmosfera tetra della serie tv.   A soli 19 anni Jamie è stata la più giovane Presidente dell’associazione The Arc di Fort Bend County, per persone con disabilità di sviluppo e apprendimento. Successivamente ha preso parte per due anni alla Governmental Affairs Committee dello stato del Texas. Durante questo periodo Jamie Brewer ha lottato affinché venisse abolito il termine “retarded” – ritardati – dalla legislazione statale, ottenendo un grande successo. Oggi, grazie al suo impegno, la legge texana utilizza il termine “Intellectual Developmental Disabilities“.

di Laura Guarnacci

13 febbraio 2015

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