Minacciano un imprenditore a Monte Compatri per estorcere 100 mila euro

Minacciano un imprenditore a Monte Compatri: i Carabinieri hanno arrestato tre cinesi che vessavano un connazionale 

I Carabinieri della Stazione di Colonna hanno arrestato tre cinesi con l’accusa di concorso in estorsione aggravata. I militari sono intervenuti a Monte Compatri, comune dei Castelli Romani, dopo una lunga indagine su due 40 enni e una prostituta 30 enne.

Da tempo avevano preso di mira un loro connazionale con l’intento di estorcere una somma pari a 100 mila euro. La vittima, un imprenditore titolare di capannoni e magazzini a Roma, aveva denunciato le continue vessazioni e minacce, le quali proseguivano dallo scorso mese di ottobre. I tre hanno chiesto i soldi e anche di sottoscrivere un accordo con tanto di impronta digitale (come da tradizione cinese), così da evitare ritorsioni contro di lui e la sua famiglia.

Tra le intimidazioni subite sono state accertate due rotture di una cabina elettrica a Monte Compatri, la colla nei lucchetti a un capannone, spari alle finestre e un incendio appiccato al cancello d’ingresso. Gli estorsori hanno anche inviato all’uomo due bottiglie di vino: secondo la simbologia cinese si tratta dell’ultimo gesto benevolo prima di inviare bottiglie incendiarie.

I Carabinieri hanno bloccato gli stranieri mentre sistemavano delle molotov vicino al cancello del magazzino: nella loro auto erano presenti anche una carabina ad aria compressa, due scatole con munizioni, una mazza da baseball e una mazza da golf. I malviventi sono stati trasferiti in carcere.

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