Lazio-Carpi a reti bianche. Pioggia di fischi al termine della gara

La Lazio deve ricominciare il campionato senza passi falsi contro il Carpi, squadra che è riuscita a mettere in difficoltà avversari come Napoli, Milan e Fiorentina (i Viola sono stati eliminati in Coppa Italia). Pioli non può contare su Biglia e Milinkovic-Savic, entrambi squalificati, e si affida a Onazi e Cataldi, mentre in attacco il tridente è composto da Candreva, Felipe Anderson e Matri.

La prima sfida casalinga del 2015 inizia con un brivido per la Lazio di Pioli: dopo appena 3′, infatti, Zaccardo sorprende tutti in area e infila la palla in rete. Ma il difensore non ha la possibilità di gioire perché il guardialinee segnala, giustamente, il fuorigioco. Il Carpi è spregiudicato, non si lascia intimidire e prova a fare la voce grossa. Al 9′ torna in attacco e un bel tiro della punta finisce fuori di poco. Evidenti le difficoltà dei padroni di casa, che nel primo quarto d’ora non riescono mai a rendersi pericolosi. È al 20′ che la Lazio avanza e grazie all’ottima combinazione tra Matri, Cataldi e Candreva arriva al gol, ma anche in questo caso, di nuovo giusta la chiamata del guardialinee, viene annullato per fuorigioco. Pochi spunti per il resto del primo tempo, ma è scontato che la Lazio nel secondo tempo sarà costretta a cambiare marcia perché finora l’unico vero pericolo creato in attacco è quello di Candreva, che si è visto annullare il gol.

Il secondo tempo inizia con un cambio immediato per la Lazio: Pioli fa uscire Felipe Anderson (completamente assente dalla manovra, quasi fortunatamente dato che ogni volta che ha toccato il pallone poi ha perso palla) e inserisce Keita per dare più vivacità al reparto offensivo, al quale poco dopo viene aggiunto anche Klose, che prende il posto di Cataldi. I biancocelesti cercano di attaccare con più velocità, ma in realtà non si riesce mai a creare una vera e propria occasione da gol. Un rischio lo corre Konko, il più positivo dei suoi, quando commette un errore che permette a Zaccardo di arrivare a tu per tu con Berisha, che blocca facilmente il tentativo del difensore avversario. La Lazio nel finale prova a riversarsi in attacco e Pioli schiera anche Djordjevic per dare più peso a un attacco che non è mai riuscito a creare grandi pericoli. Ci prova Konko da fuori area e il suo tiro finisce al lato di poco, poi su un pallone messo in area da Candreva arriva Radu dal limite dell’area, ma il suo tiro viene ribattuto.

Lazio che continua a non convincere e disputa una partita anonima. Troppa poca grinta e convinzione nell’arco della gara e, soprattutto, troppe poche occasioni da gol create. Non pervenuto Anderson, ci prova Konko, ma da solo non può nulla. Non incidono gli attaccanti a causa dei pochi palloni che arrivano. Quello che preoccupa (o che dovrebbe preoccupare) è la totale assenza di una manovra di gioco.

LAZIO (4-3-3) – Berisha; Konko, Mauricio, Hoedt, Radu; Cataldi (62′ Klose), Onazi, Parolo; Candreva, Matri (80′ Djordjevic), Felipe Anderson (46′ Keita). All.: Pioli. A disp.: Guerrieri, Matosevic, Patric, Prce, Braafheid, Mauri, Morrison, Oikonomidis, Keita, Klose, Djordjevic.

CARPI (3-5-2) – Belec; Zaccardo, Romagnoli, Gagliolo; Letizia, Cofie, Marrone (70′ Crimi), Lollo, Pasciuti; Mbakogu (79′ Martinho), Di Gaudio. All.: Castori. A disp.: Brkic, Suagher, Daprelà, Pasciuti, Martinho, Crimi, Lasagna, Borriello.

ARBITRO: Russo (sez. Nola)

AMMONITI: Pasciuti (C), Cataldi (L), Onazi (L)

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