Roma, clima surreale a Trigoria: Garcia allena, ma Spalletti vola da Pallotta


Roma, Garcia allena la squadra a Trigoria, ma Spalletti vola a Miami per incontrare Pallotta. Addio del francese sempre più vicino

C’è un clima surreale a Trigoria dove Garcia, che sembra essere davvero giunto al termine della sua esperienza giallorossa, sta allenando la squadra in vista del prossimo impegno di campionato. Ma non è una giornata come le altre perché su di lui incombe il fantasma di Spalletti, anche se è quasi inappropriato parlare solo di fantasma dato che il suo arrivo sembra ormai cosa fatta. Certo, dopo tutte le voci che si stanno susseguendo, viene da chiedersi con quale credibilità Garcia possa dare gli ordini ai giocatori, ma la società non se preoccupa e va avanti per la propria strada.

A decidere le sorti di Garcia è stato Pallotta, che dopo il pareggio contro il Milan, oltre a dirsi disgustato, ha affermato che alla squadra manca mentalità vincente. E l’imputato numero uno è il mister, che sta palesando problemi non più accettati dalla dirigenza. Ecco allora che si torna al passato e si richiama Spalletti, un allenatore rimasto nel cuore dei tifosi per via del gioco espresso dalla squadra, l’ultimo a portare trofei nella bacheca giallorossa, ma che a causa di diversi problemi con la società, ma soprattutto a causa dei rapporti compromessi con i senatori della squadra (non sono mancate frecciatine con Totti e De Rossi) rassegnò le dimissioni. Il tecnico ha chiesto delle garanzie in vista della sessione di mercato invernale e quanto pare sarebbe già partito alla volta di Miami per incontrare il presidente.

Atteso da un momento all’altro l’annuncio dell’addio, soprattutto perché in giornata ci sarà il colloquio tra Sabatini e Garcia (il primo è arrivato a Trigoria) che potrebbe porre fine al rapporto lavorativo del francese. E per molti questo sarebbe dovuto avvenire già alla fine della scorsa stagione, quando il mister si è salvato vincendo il derby alla penultima giornata, ma rilasciando delle dichiarazioni che hanno fatto storcere il naso non a poche persone (“Quello che ho detto dopo la gara contro la Juve, che avremmo vinto lo scudetto, e poi ho detto che la Juve è irraggiungibile: non è un paradosso. Senza quelle parole non avremmo raggiunto nemmeno l’Europa League“, ndr). Quest’anno la Roma avrebbe dovuto “spaccare tutto” e approfittare del ritardo della Juve, ma così non è stato e adesso è necessario invertire rotta per ritornare a far paura agli avversari.

Ma adesso sorge un’altra domanda: a giugno darà l’addio anche Sabatini? In fondo è stato lui ad affermare che se fosse affondato Garcia sarebbero affondati tutti insieme.

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