Lazio, la storia non cambia: niente mercato invernale. A giugno arriva Vargic


Insufficiente il mercato della Lazio: dopo Bisevac il nulla. E,nonostante la speranza, l’immobilismo societario non è una sorpresa

Neanche questa volta Lotito è riuscito a sorprendere i tifosi della Lazio. Il calciomercato biancoceleste non ha mai regalato grandi emozioni nell’arco della sessione invernale e anche stavolta la dirigenza non si è smentita e ha deciso di non voler ritoccare una squadra che dopo terzo posto dello scorso anno si ritrova ottava e palesa difficoltà evidenti quando serve continuità di risultati. Quello di gennaio è il cosiddetto calciomercato di riparazione e da una squadra “difficilmente migliorabile” – queste le parole del ds Tare in estate -, che si ritrova a non riuscire a decollare a più di metà stagione, che ha attaccanti che ricevono sempre meno palloni e che ha già iniziato a salutare quelli che erano gli obiettivi stagionali, ci aspettava almeno un altro innesto oltre a Bisevac, soprattutto in virtù delle parole di Tare, che dopo l’arrivo del serbo aveva parlato di un altro possibile difensore. E, invece, no. La Lazio va bene così e anche se deve rincorrere l’Europa, obiettivo che rischia (o già è per molti) di trasformarsi in miraggio, e deve fare i conti con un’infermeria sempre più piena, dovrà cavarsela con gli uomini a disposizione. Servivano due difensori, un vice Biglia e un centravanti, ma uno di quelli in grado di trascinare la squadra anche nelle difficoltà e, invece, già in estate la società ha deciso di operare in modo del tutto anomalo e andando a ricercare giocatori che ad oggi possono essere considerati dei veri e propri flop, eccezion fatta per Milinkovic-Savic e Matri, i due che più di tutti si sono visti in campo. E Patric? E Morrison, che era stato presentato come un fenomeno? Chi?! Pioli ha reso chiaro quanto sia stato importante il calciomercato estivo per quella che era la sua idea di Lazio: zero. Nulla cambierà fino a giugno dato che i suoi desideri non sono stati ascoltati: non è arrivato un altro difensore e non sono stati ceduti quei giocatori che non rientrano nel suo progetto tecnico. Ma guai a dire che non si pensa al futuro perché per giugno è stato preso Vargic, portiere croato nato a Osijek il 15 marzo 1987 e che molto probabilmente sarà chiamato a sostituire Berisha.

La cosa certa è che una squadra arrivata terza (per mancanza di rivali e per un vero e proprio suicidio del Napoli) che si ritrova con Mauricio titolare inamovibile della difesa non può che essere la protagonista di film horror perché, con tutto il rispetto per il brasiliano, di leader ha ben poco: non ha classe, non dà sicurezza, è sempre irruento e ogni volta che gli avversari si aggirano dalle sue parti i laziali non fanno che pregare che non prenda un cartellino e che non si faccia saltare a mo’ di birillo. Non è accanto a lui che si può pretendere di vedere la crescita di Hoedt. E a centrocampo? Parolo è l’ombra di se stesso, Cataldi non trova la continuità necessaria per confermare quanto di buono fatto la scorsa stagione e Biglia è infortunato, di nuovo. Con lui in forma la Lazio cambia marcia, ma l’argentino è al suo settimo stop e la società ha pensato bene di non correre ai ripari. Le cose non migliorano neanche in attacco se si pensa che la scelta di Pioli di schierare Djordjevic titolare anche quando la forma fisica del numero 9 appare imbarazzante sta portando i tifosi laziali a odiare il serbo; senza contare che Matri, la punta arriva per garantire gol, è la terza scelta del mister emiliano e Klose, che clamorosamente ancora non ha mai segnato, si ritrova a giocare spezzoni di gara. La Lazio ha anche Mauri, ma il brianzolo, dopo il rocambolesco ritorno, fatica a rientrare nella gerarchia del gruppo. Inutile parlare anche del mercato in uscita. Da 12 anni questa sessione di mercato può essere definita inutile quanto altamente insufficiente nella Roma bancoceleste, ma basterà una vittoria in campionato della Lazio e allora Lotito tornerà a elogiare il gruppo, l’allenatore, lo staff e chi più ne ha più ne metta. Fino ad allora tutto tacerà perché è così che opera la dirigenza.

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