Università del Cinema organizza workshop sul teatro il 18 e il 19 febbraio

La Libera Università del Cinema organizza un workshop dedicato alla ripresa del backstage, alla scrittura e regia di uno spettacolo teatrale il 18 e 19 febbraio al Teatro Palladium

La Libera Università del Cinema organizza un workshop dedicato alla ripresa del backstage, alla scrittura e regia di uno spettacolo teatrale. L’iniziativa, realizzata in collaborazione con l’associazione Villaggio Fogliano, si terrà il 18 e il 19 febbraio al Teatro Palladium, in occasione della rappresentazione del Giardino di mangrovie di Renato Gabriele.

I partecipanti potranno quindi non solo assistere alla pièce, ma anche di interagire attivamente con lo spettacolo con l’aiuto di tutor professionisti. Il workshop, infatti permette un’esperienza pratica diretta con le riprese di un backstage e le interviste ad esso legate, e agli interessato un’occasione di approfondimento riguardo la scrittura e alla regia teatrale.

Il programma prevede la divisione dei partecipanti in due gruppi: il primo gruppo giovedì 18 incontrerà Renato Gabriele con successiva analisi dei contenuti dello spettacolo, farà lezioni di ripresa e fotografia, affronterà la tematica della narrazione con la docente Patrizia Genovesi e come muoversi dietro le quinte con l’insegnante Jessica Giaconi. Il secondo gruppo invece, si approccerà alla scrittura teatrale e al rapporto tra letteratura e cinema. Venerdì 19 febbraio si svolgerà la supervisione del lavoro svolto con il backstage fotografico e cinematografico delle prove generali dello spettacolo.

Il dramma in 3 atti di Gabriele è la riduzione teatrale de Il pensiero molle di Costante Porfirio dello stesso autore, è diretto da Danilo Proia e vede protagonisti Elisabetta Femiano e Emanuele Vezzoli con i costumi di Liliana Raimondi. Lo spettacolo si svolgerà il 19 e 20 febbraio alle ore 21, sempre al Palladium. Profonda è l’analisi compiuta dall’autore sull’uomo e sul suo senso di disperata desolazione. Attraverso un gioco di doppi, specchi ed opposti, Gabriele costruisce due personaggi che nonostante siano agli antipodi in ogni loro aspetto, finiscono per coincidere. Costante Porfirio, Emanuele Vezzoli e il Convivente, Elisabetta Femiano sono i protagonisti della tragi-commedia.

L’ambiente in cui la vicenda si svolge è una città divisa in due da un terremoto: da una parte la città alta dove la vita scorre nella sua quotidianità e dall’altra il desolato panorama della palude, in cui troviamo una stamberga diroccata divorata dalle mangrovie. Uomo e donna, corpo e spirito, separazione e unione. In questo contesto altalenante, poetico e sensoriale, lo spettatore si fa indagatore dell’animo umano e nello specifico dell’artista, che ragiona sulla sua solitudine e come questa gli permetta di esprimersi in maniera libera e incondizionata.

di Angelica Leone 

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