Roma invasa dai sorci è anche colpa nostra. Gli ‘zozzoni’ siamo noi

Roma invasa dai sorci per la sporcizia è colpa di una serie di attori, e fra questi attori ci sono anche certi, molti cittadini pigri a cui poco interessa il decoro urbano.


Roma invasa dai sorci è un problema. I cittadini che si lamentano che Roma sia invasa dai sorci, è un problema. Per un sindaco appena eletto capire cosa fare, un altro problema ancora. Intanto Roma sta lì e si insudicia.

Prendo spunto da un editoriale del direttore di Libero, Vittorio Feltri, per dire la mia sulla faccenda: Roma è si sporca, ma gli ‘zozzoni‘, in primis, siamo noi. Siamo noi che mal sopportiamo la raccolta differenziata, che sporchiamo a dismisura e ce ne freghiamo altamente del decoro urbano.

Siamo noi che la notte usciamo di soppiatto dalle nostre case e andiamo a scaricare il vecchio divano tra gli anfratti, i calcinacci dietro le aiuole.

Lo facciamo a chilometri di distanza, guidati da un malsano senso del pudore, perché va bene imbrattare gli altri quartieri ma non il nostro. Con tanto di complicità di chi vede e non segnala alle autorità chi lo fa.

Ho visto operatori dell’Ama – molti li conosco personalmente – ripulire le strade e igienizzarle manco fossero dei bagni e un secondo dopo le stesse strade ridotte nuovamente a un porcile. E questo perché recarsi all’isola ecologica costa fatica e dà noia.

Quanto accade a Tor Bella Monaca, sulla via Tiburtina o a via Candia e colpa nostra. I topi serpeggiano perché è lì che trovano il loro ambiente naturale per nidificare, figliare e sopravvivere.

Molti di voi si indigneranno per ciò che sto dicendo. Ma siamo davvero tutti senza peccato? Andate veramente tutti a l’isola ecologica quando dovete disfarvi di un vecchio divano o televisore? Soprattutto, conoscete dove questa è dislocata all’interno del comune di Roma e del vostro Municipio?

Al netto di un sistema che ha raggiunto la saturazione e forse l’ha pure superata, conoscere che ai Parioli, a Cinecittà o alla Laurentina è possibile stoccare certe tipologie di rifiuti, al cittadino romano non fa male. (l’elenco completo qui)

Diversamente, il problema di un rifiuto smaltito in modo inappropriato si trasforma in un costo ai danni della collettività. Quella collettività di cui fa parte il furbastro di turno.

D’altro canto, Ama spa dovrà impegnarsi a fondo per “rispettare il contratto“, ha detto l’assessore Paola Muraro. Gli interventi degli operatori ecologici dovranno trasformarsi col tempo, diventando tempestivi e ordinari. Di fronte una segnalazione, un giorno dovrà valere l’altro in caso di chiamata allo 060606.

Sempre ricordando che una volta pulita tal strada, il cittadino non è autorizzato a sporcarla un secondo dopo come meglio crede. Che non esistono zone di seria A e serie B o C e che le strade meritano di essere e rimanere pulite tutte. Dal rione Monti a Ponte di Nona. Roma è tanto il Centro quanto la sua periferia.

Che poi a dirla tutta i sorci fino a qualche tempo fa, parafrasando un altro concetto del direttore Feltri, li avevamo in ben altri posti dell’amministrazione. Che di povere bestie a quattro zampe si può pure aver paura, ma a volte a spaventare di più sono quelle che di zampe ne usano due, alimentando un commistione di poteri che i 5 stelle hanno promesso di spazzare via con una nuova ventata di legalità.

Svegliati, romano. I tempi del fare le cose alla ‘volemose bene’ è ormai finito. Per fare le cose ormai c’è un unico modo: farle bene. E farle insieme, aggiungo. Magari imparando dagli altri. Ho più volte detto che questa città va rifondata e non per scherzo. A partire da una certa mentalità di fare le cose, soprattutto.

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