Champions League, Spalletti: “Non ci affidiamo al destino, lo determiniamo noi”

Spalletti su Roma-Porto: "Abbiamo lavorato per giocarla dall'inizio e può darci le chiavi per salire sul palcoscenico più prezioso d'Europa e noi siamo pronti"


Roma e Porto domani sera si sfideranno all’Olimpico nella gara di ritorno valevole l’accesso alla fase a gironi della Champions League. Sarà il polacco Marciniak, che ha già arbitrato una volta la squadra romana (lo scorso anno nella trasferta contro il Real Madrid, ndr), a dirigere la gara che – ovviamente – nessuna delle due squadre vuole perdere. Si ripartirà dall’1-1 dell’andata e i giallorossi stavolta dovranno mostrare quella sicurezza e quella forza sprigionata nel secondo tempo di Roma-Udinese, consapevoli di poter far bene e continuare il percorso europeo. Ecco le parole di Luciano Spalletti in conferenza stampa:

“Mario Rui, Rudiger, Torosids e Florenzi non ci saranno”.

SULLA PARTITA – “Facile parlare di questa partita. Non è la partita di domani che aspetta noi, siamo noi che vogliamo incontrare lei, che l’abbiamo desiderata e cercata per otto mesi. Abbiamo lavorato per giocarla dall’inizio e può darci le chiavi per salire sul palcoscenico più prezioso d’Europa e noi vogliamo giocarla”.

SULLE SCELTE – “Domani io devo far giocare la migliore formazioni che ho a disposizione e cercherò di scegliere

SULL’ANDATA – “Sotto l’aspetto della gestione, delle esperienze e del vantaggio non abbiamo fatto il meglio. Ma eravamo in dieci, siamo stati in fase di recupero. Mi aspetto che le cose si possano sempre fare anche nel momento più difficile, così come avviene per la squadre forti”.

SULLA FORMAZIONE – “Esterni? Ho soltanto una scelta domani e se non la uso subito la uso durante la partita. Scelgo la mentalità di squadra, non ci affidiamo al destino, siamo noi a determinarlo. Si va a giocare a testa alta, tentando di vincerla da subito. Non aspettiamo nessuno“.

SULLA CONSAPEVOLEZZA – “Si puòò fare di più perché la palla non scorre bene come dovrebbe. Dobbiamo trovare un equilibrio a questo, e va livellato verso l’alto. Dobbiamo far meglio sotto l’aspetto della qualità, della velocità e della gestione palla

SULL’ESPERIENZA – “Io debbo essere tranquillo che i giocatori siano altrettanto tranquillo. Noi stanotte dormiremo perché da otto mesi ci prepariamo. Domani sera saremo a casa nostra e dovremo fare quello che fanno i padroni. Tutti quelli che entrano dentro devono farlo vedere”.

SU STROOTMAN – “Io avevo intenzione di fargli giocare 30 partite, ne mancano 27”.

SU PALLOTTA – “L’ho sentito. Lui è il nostro presidente, ci parlate voi e ci parlo anche io. Non vede l’ora di andarsela a giocare”.

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