Roma 2024, “no” di Virginia Raggi: “Candidatura irresponsabile”

Roma, 2024, Raggi: "È da irresponsabili dire sì a questa candidatura. L'abbiamo detto con forza nel giugno del 2015, l'abbiamo ribadito in campagna elettorale e lo confermiamo oggi"


Oggi è il giorno della verità. Virginia Raggi nel primo pomeriggio avrebbe dovuto incontrare Giovanni Malagò, il presidente del CONI, per discutere delle Olimpiadi, ma a quanto pare la delegazione di Roma 2024 ha lasciato il Campidoglio a causa del ritardo della sindaca e di fatto il confronto non c’è stato. Un incontro annunciato da giorni e saltato all’ultimo minuto, non senza l’irritazione dei convocati, che avevano chiesto il colloquio e la sua trasmissione online per portare avanti il principio di “trasparenza”.

Nonostante questo, è stata indetta la conferenza per far sì che la stampa e cittadini vengano a conoscenza della decisione presa. Una decisione che da mesi, nonostante articoli pronti a insinuare possibili aperture, sembrava certa dato che la posizione della pentastellata è sempre stata diametralmente opposta a quella del suo principale avversario Giachetti. Inoltre, è da questa mattina che si parla della mozione già preparata dal M5S – la notizia è stata riportata da AdnKronos – in cui è scritto che “non sussistono le condizioni per proseguire nella candidatura della Città di Roma ai Giochi Olimpici e Paralimpici del 2024”.

“È da irresponsabili dire sì a questa candidatura. L’abbiamo detto con forza in Aula Giulio Cesare nel giugno del 2015, l’abbiamo ribadito in campagna elettorale e lo confermiamo oggi. Con queste Olimpiadi quello che si chiede è quello di assumere altri debiti per tutti i romani e gli italiani e noi non ce la sentiamo. Tutti noi romani e tutti gli italiani paghiamo i debiti del Sessanta. Non abbiamo nulla contro le Olimpiadi e contro lo sport, che è parte integrante del nostro programma, però non vogliamo che sia utilizzato come pretesto per ulteriori colate di cemento sulla città. No alle Olimpiadi del mattone, assolutamente no. Vengono fatte tante promesse, ma poi siamo pieni di impianti inutilizzabili e non è questo che devono essere le Olimpiadi. In pratica le Olimpiadi sono un sogno che a un certo punto si trasforma in una sorta di incubo. Nel 2011 dire no alle Olimpiadi era responsabilità, oggi, nonostante i dati siano peggiorati, sono diventati un affare. Il PD si era schierato a favore della posizione di Monti e all’improvviso, in quattro anni, il PD cambia bandiera. Il no di Monti fu battuto sui giornali per massimo venti minuti. Abbiamo dei precedenti che supportano la nostra tesi: ricordiamo Torino 2006, i mondiali di Nuoto 2009. La nostra scelta non è isolata, anche i sindaci di Boston Amburgo e Madrid hanno deciso di non ipotecare il futuro dei cittadini. Sono eventi importanti, ma che non convengono alle città e io oggi sono sindaco di Roma. Tuttavia noi amiamo lo sport, vogliamo lavorare sul quotidiano e abbiamo un progetto molto più ambizioso, riattivare i servizi. Chiedete a un romano cosa pensa delle Olimpiadi, l’hanno fatto al ballottaggio quando il PD l’ha trasformato in una sorta di referendum e quasi il 70% ha espresso il proprio volere. I romani ci hanno chiesto di occuparci di Roma e vogliamo farlo. Non ci servono altre cattedrali nel deserto e ce l’hanno detto chiaramente. Dobbiamo concentrarci sul futuro”.

MALAGO’ – “Io ho avuto modo di incontrarlo in campagna elettorale e oggi ho avuto un contrattempo e l’ho fatto avvisare del ritardo, ma ha deciso di andare via. Di tempo ce n’era”.

COSTI MANUTENZIONE STRUTTURE – “Abbiamo un programma di interventi – ha detto Frongia – e in alcuni casi ci sono già i soldi. Naturalmente stiamo anche vedendo nuove forme di finanziamento e fondi”.

REFERENDUM E PROPOSTA – “Il ballottaggio è stato trasformato dal PD in un referendum e circa 770mila romani si sono espressi. Domani incontreremo di nuovo Malagò per gli Europei del 2020. Credo che ciascuno debba svolgere il proprio ruolo, siamo aperti al dialogo e non credo ci saranno problemi”.

IL NO – “Non credo aver mai tentennato, a differenza di quanto emerso su alcuni giornali. Abbiamo detto no nel 2015, in campagna elettorale e ora. Abbiamo evitato risposte durante le Olimpiadi e io oggi confermo la posizione espressa in campagna elettorale. Abbiamo citato una serie di dati che danno un po’ l’idea di come le Olimpiadi si siano trasformate negli anni in Olimpiadi del cemento. Non si tratta di incapacità nel gestire o meno i soldi, ma si tratta di eventi che fanno registrare improvvisamente aumenti dei costi” Poi Frongia: “Assicuro che il danno erariale c’è”.

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