Kolno’a Festival, ebraismo e Israele nei film alla Casa del Cinema, Maxxi e Pitigliani


Partito sabato 19 l’XI edizione del Kolno’a Festival che propone una panoramica sul cinema che parla d’Israele e dell’ebraismo, quest’anno con un omaggio a Ronit Elkabetz, regista, sceneggiatrice e attrice, scomparsa nell’aprile del 2016. La rassegna diretta da Ariela Piattelli e Dan Muggia inaugura, per la prima volta, al Maxxi – Museo nazionale delle arti del XXI secolo di via Guido Reni e prosegue nelle sale della Casa del Cinema e del Centro Pitigliani fino a giovedi 24.

Invariate le sezioni del festival: Sguardo sul nuovo cinema israeliano e Percorsi ebraicipiù lo spazio per il PKF Lab (lunedì 21 alle 18), dedicato quest’anno a Il cinema al tempo di Netflix, con interventi illustri. Nella sezione Sguardo sul nuovo cinema israeliano, tra le proposte: One week and a day, in anteprima italiana, apre il festival (sabato 19 alle 20 al Maxxi in una proiezione a inviti con replica per il pubblico domenica 20 alle 17), opera prima di Asaph Polonsky, che affronta il soggetto della morte e del lutto in chiave umoristica; Afterthought, di Elad Keidan, commedia esistenziale ambientata ad Haifa, dove le infinite scalinate della montagna guidano i destini degli abitanti della città; Mr. GAGA anima e corpo di un genio della danza, di Tomer Heymann, la storia di Ohad Naharin, nato e cresciuto in un kibbutz, uno dei coreografi più importanti e innovativi al mondo; Presenting Princess Shaw, di Ido Haar, storia di Samantha Montgomery, cantautrice americana dal passato difficile, dotata di una splendida voce e di un enorme talento compositivo, che su un canale YouTube, con il nome di Princess Shaw, posta confessioni personali e performance musicali. Due i film che affrontano le tematiche gay, la commedia tutta colori e musica Cupcakes, di Eytan Fox, e  Barash, opera prima di Michal Vinick, già presentato in centinaia di festival in tutto il mondo. E ancora, Tikkun, di Avishai Sivan, film vincitore del Primo Premio al Festival di Gerusalemme e del Premio Speciale della Giuria a Locarno, la vita di un giovane ultra-ortodosso sconvolta da un incidente automobilistico. Anche documentari in questa sezione: Never turn your back on Sparks, di Pini Schatz, presente alla proiezione, che, in chiave di commedia musicale, racconta gli Sparks, gruppo pop americano e Twilight of life, di Sylvain Biegeleisen, che racconta, con l’ausilio del bianco e nero e delle canzoni di Jacques Brel, la madre 95enne del regista, affrontandone l’inevitabile addio senza funebri sentimentalismi.

La sezione Percorsi ebraici presenta nella ricca selezione di film alcune pellicole che  raccontano la Shoa con un nuovo stile e approccio: Il labirinto del silenzio, di Giulio Ricciarelli, film scelto dalla Germania per concorrere ai Premi Oscar come Miglior Film Straniero (proiezioni lunedì 21 alle 21:30 e mercoledì 23 alle 21), realizzate in collaborazione con la Fondazione Museo della Shoa, per un film che racconta, per la prima volta e attraverso la ricostruzione della ‘macchina della morte’, la progressiva presa di coscienza della società tedesca dei crimini nazisti; Un appuntamento per la sposa (proiezioni in lingua originale con sottotitoli in italiano martedì 22 a inviti e per il pubblico mercoledì 23 alle 21), scritto e diretto da Rama Burshtein, già regista de La sposa promessa, sulla storia di una donna in forma di commedia romantica americana ma ambientata nel mondo ortodosso israeliano; Il figlio di Saul, di Làszlò Nemes, film vincitore del Premio Oscar 2016 come Miglior Film Straniero e del Golden Globe 2016 nella stessa sezione, che ritrae l’inferno nazista di Auschwitz tramite l’esperienza soggettiva del protagonista, un ebreo ungherese reclutato come sonderkommando.

Anche in questa sezione ci sono due documentari: in anteprima romana, Il Ghetto di Venezia – 500 anni di vita, di Emanuela Giordano (proiezioni domenica 20 alle 12 e lunedì 21 alle 21), ambientato nel ghetto di Venezia, con testimonianze di Amos Luzzatto e Riccardo Calimani; e Hummus! The movie, di Oren Rosenfeld, che chiude il festival giovedì 24 alle 20:15 al Centro Ebraico Italiano Il Pitigliani, seguito da una degustazione di hummus.

L’omaggio a Ronit Elkabetz prevede la proiezione di To take a wife, Seven days e Viviane (scelto come film israeliano candidato ai Premi Oscar 2014), alla presenza del fratello e co-regista Shlomi.

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