Ar.Ma Teatro, applausi ed emozioni forti alla prima di “Io. Rifiuto.”

Il bel testo di Francesca Romana Miceli Picardi ha raccontato una delle ferite del Sud di cui spesso ci si dimentica.

Due donne che non si conoscono, dai caratteri diversi ma accomunate dallo stesso terribile destino. È andata in scena ieri, sabato 14 gennaio 2017, la prima serata di “Io. Rifiuto.” all’Ar.Ma Teatro di via Ruggero Di Lauria (zona Trionfale). Si tratta dello spettacolo che è stato scritto e diretto da Francesca Romana Miceli Picardi e interpretato da Marina Cappellini e Manola Rotunno: la compagnia tutta al femminile di “Ovatta Armata” ha emozionato e fatto trattenere il respiro fino all’ultimo al pubblico romano che ha tributato applausi convinti per un testo attuale e non semplice.

La storia è una di quelle che, ancora nel 2017, si sente spesso nei telegiornali, anche se nella maggior parte dei casi donne come quelle di questa regia non lasciano traccia e vengono dimenticate in fretta. Carolina (impersonata da Manola Rotunno) e Carmela (Marina Cappellini) hanno in comune la provenienza dal Sud Italia, ma per il resto sono molto diverse.

Carolina è sfacciata, disillusa molto diretta, capace di “divertirsi” anche dopo aver toccato il fondo: il suo accento napoletano strappa diverse risate, ma ci si accorge presto che sono sorrisi amari per quella che è la vita che ha vissuto. Carmela è più ingenua e sognatrice, dolce e capace di emozionarsi con le cose più semplici: anche il suo accento siciliano e il suo modo di fare appaiono buffi, fino a quando non si scopre la verità.

Purtroppo hanno in comune il fatto di essere state entrambe rifiutate, uccise e gettate in una discarica come se fossero un normalissimo sacco di spazzatura. La loro storia è una ferita che ogni meridionale si porta dentro, come si può leggere nelle note di regia: le due donne scoprono di essere morte e iniziano a parlare delle loro esperienze passate, passando dalla volontà di un riscatto che non ci sarà mai alla consapevolezza di non poter rimarginare una ferita troppo profonda.

Carolina è la figlia di un boss, costretta a subire punizioni alla minima ribellione fino a quella estrema dopo aver “vomitato” in faccia al padre tutto quello che pensa di lui. Carmela si è illusa di aver avuto un grande amore, ma, come la sorella, è stata sempre considerata utile come prostituta. Marina Cappellini e Manola Rotunno hanno dato vita a un viaggio onirico e tenero, oltre che irriverente e commovente: gli applausi del pubblico romano sono stati ancora più scroscianti dopo aver saputo che entrambe avevano avuto la febbre alta fino a poche ore prima.

La loro performance è stata convincente e intensa, sono state capaci di far riflettere ogni singolo spettatore. Il bel testo di Francesca Romana Miceli Piccardi ha raccontato un Sud di cui spesso ci si dimentica con parole nude e crude, senza tralasciare i rari momenti spensierati delle due protagoniste, in particolare la breve passeggiata in bicicletta con la tenera citazione di Troisi e Arena in “Ricomincio da tre”.

Molto interessante anche la scelta musicale con la canzone “Direzioni diverse” del gruppo Il teatro degli orrori che ha concluso la rappresentazione (la frase “sarebbe stato bello invecchiare insieme” rimane scolpita nel cuore). Non vanno dimenticate Lara Panizzi, aiuto regia e tecnico audio-luci, e Marzia Croce che ha curato il trucco credibile delle attrici e gli effetti. “Io. Rifiuto.” tornerà all’Ar.Ma Teatro questa sera, domenica 15 gennaio, alle 18, giovedì 19 gennaio alle 21 e domenica 22 gennaio in pomeridiana.

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