“Dimmi che mi ami” la danza contro il femminicidio


05/03/2017 – “Dimmi che mi ami”, in scena domani al Teatro Vascello (via Giacinto Carini, 78), è un grido d’allarme contro il femminicidio. Interpretato da Veronica Abate, Martina Agricoli, Andrè Alma, Maurizio Cannalire, Simona Gori, su coreografie di Simona Cieri regista insieme a Rosanna Cieri. Lo spettacolo nasce dalla collaborazione con il compositore napoletano Daniele Sepe.

La Compagnia Motus con lo spettacolo riporta l’attenzione su un fenomeno in continua crescita in Italia, nella maggioranza dei casi, il femminicidio, è perpetrato da un familiare o da una persona con cui la vittima ha avuto una relazione. Motus cerca di capire attraverso il balletto, le cause e i meccanismi psicologici che conducono gli uomini ad arrogarsi diritto di vita o di morte sulle loro compagne. In un contesto affettivamente precario, la ricerca di amore assume la connotazione di un affannoso e spasmodico inseguimento per raggiungere il possesso dell’altro, come unico sbocco possibile ai propri conflitti interiori. E la violenza contro le donne diviene “uno dei meccanismi sociali cruciali per mezzo dei quali le donne sono costrette in una posizione subordinata rispetto agli uomini” come sancisce l’Assemblea Generale Onu.

I comportamenti amorosi nati in questo contesto, sono il surrogato di certezze che non ci sono. Sulla scena si alternano varie solitudini, dal bisogno di tenerezza all’esibizionismo, dalla ricerca spasmodica del partner, alla violenza del tutti-contro-tutti. Ma più di tutte domina la solitudine delle donne che subiscono violenza spesso incapaci di denunciare i propri carnefici e non sufficientemente tutelate anche quando trovano il coraggio di denunciarli.

Lo spettacolo portato sul palco del Teatro Vascello è dedicato a Giordana Di Stefano, danzatrice appena ventenne, accoltellata e uccisa a Nicolosi il 7 Ottobre 2015 dall’ex fidanzato che aveva denunciato per stalking.

Il prezzo del biglietto per assistere allo spettacolo è di: 15 euro intero, 12 euro ridotto.

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