“Donne & Lavoro” a La Casa della Memoria e della Storia


02/03/2017 – La Casa della Memoria e della Storia (Via San Francesca di sales, 5), in occasione della Giornata Internazionale delle donne, inaugura, mercoledì, la mostra fotografica “Donne & Lavoro”, visitabile fino a lunedì 13. La mostra, è a cura di Giovanni Currado e Marino Paoloni per l’Archivio Riccardi in collaborazione con Istituto Quinta Dimensione e Agenzia Documentazione Fotografica AGR, è promossa da Roma Capitale – Assessorato alla Crescita culturale – Dipartimento Attività Culturali in collaborazione con Zètema Progetto Cultura.

La mostra rappresenta il lavoro di Carlo e Maurizio Riccardi, padre e figlio entrambi fotografi, ma ci raccontano le donne in due periodi diversi, ma che trasmettono la stessa forza.

Carlo Riccardi con i suoi scatti ci racconta l’emancipazione femminile grazie alla quotidianità del lavoro. Sono donne alle prese con diversi mestieri durante e dopo il periodo bellico: contadine, operaie, paracadutiste, gommiste, benzinaie e tassiste. Affrontato il lavoro con il sorriso, nonostante ricoprano molteplici ruoli: donne, lavoratrici, madri e alle volte padri. Le donne di Carlo, sono donne che affrontano con coraggio i cambiamenti nei più diversi settori della vita quotidiana.

Maurizio, ci racconta, invece, le donne lavoratrici moderne. Donne-poliziotto, donne-magistrato, avvocatesse, grafiche, archeologhe, addette alla raccolta dei rifiuti e direttrici d’orchestra. Sono donne come quelle ritratte dal padre che vivono il proprio mestiere con gioia e fatica, lontane dalla voglia di apparire a qualsiasi costo. Maurizio, però non ha solo raccontato la realtà italiana. Ad essa vi ha contrapposto la realtà africana. Le donne prese come modello provengono dall’Etiopia, dal Mozambico e dalla Repubblica Democratica del Congo. Sono donne orgogliose, che attraverso il lavoro ricercano il riscatto umano oltre che sociale, abbattendo i confini nazionali e sottolineando l’importanza del ruolo della donna nella società moderna su una prospettiva universale.

L’ingresso alla mostra è libero.

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