Sicurezza e degrado zona Marconi, scendono in campo associazioni e commercianti

Marconi, Vanda Soriente: "Ormai molti cittadini si rivolgono a noi perché si sentono abbandonati e non più sicuri neanche alla luce del giorno"

Alla luce di numerosi fenomeni criminali costituiti da furti, scippi, rapine, tentate violenze, auto incendiate, prostituzione, vendita delle merci contraffatte e abusivismo commerciale e in virtù delle aree di degrado e di illegalità che si sono sviluppate lungo gli argini del Tevere, per non parlare dei numerosi centri di accoglienza che hanno generato nuove forme di accattonaggio e rovistamento cassonetti, considerata anche l’alta concentrazione della Comunità Ebraica e la sua relativa sinagoga (a rischio attentati terroristici), i cittadini del quartiere Marconi chiedono un presidio fisso di pubblica sicurezza con il posizionamento di una casetta mobile in prossimità di Piazza E.Fermi o altro sito da individuare nel quartiere, nella stretta relazione operativa tra Prefettura, Regione Lazio, Provincia e Comune di Roma.

Vanda Soriente dell’Associazione Vivere nel Municipio XI ha spiegato quanto chiesto dalla gente del quartiere:

“Ormai molti cittadini si rivolgono a noi perché si sentono abbandonati e non più sicuri neanche alla luce del giorno”. 
Proprio per questo Piergiorgio Benvenuti, presidente Ecoitaliasolidale, fa sapere che “sabato 1 aprile a Marconi raccoglieremo le firme per una petizione cittadina di quartiere per rendere più incisiva la nostra richiesta presso le istituzioni”.
“Un presidio fisso è indispensabile per un quartiere come Marconi con oltre 45 mila abitanti per circa 1 kmq centro commerciale del Municipio XI con negozi e attività”,continua Attilio Piazza, presidente del comitato La voce di Marconi.
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