Una Polaroid per i rifugiati


06/03/2017 – Fino a giovedì continua alla Galleria WSP Photography la mostra fotografica “A Polaroid for a refugee” di Giovanna Del Sarto. Il progetto ritrae un momento di transizione nella vita dei rifugiati, rispecchiando la forza interiore e la dignità di queste persone nel corso di un viaggio lungo e tormentato.

La fotoreporter ha sentito il bisogno di andare a vedere con i suoi occhi. Ha visitato una serie di luoghi, tra cui Preševo in Serbia, dove ha prestato aiuto ai “Volontari di Preševo”, Lesbo, una delle isole greche più vicine alle coste turche, Atene e Idomeni, dove l’emergenza umanitaria si è rivelata nettamente più tangibile e Chio, un’isola al largo della costa turca. Il suo obiettivo era innanzitutto fare volontariato, per poter capire meglio ed essere più vicina alla gente.

In tutte queste occasioni Giovanna ha portato con se una Polaroid e così ha iniziato ha scattare le foto. Il progetto si basa sul concetto del dare, del restituire qualcosa ai rifugiati, ossia un momento della loro vita e del loro viaggio, catturato per sempre.

I ritratti che ha scattato sono molto simili a ritratti di famiglia e comunicano un’atmosfera rilassata e spensierata, che non vuole addentrarsi nella profondità delle esperienze dei rifugiati. Le foto vogliono offrire un momento di fuga dagli orrori del quotidiano. Offrono un punto di vista diverso da quello che ci viene proposto dai media. Ci aiutano a vedere queste persone come tali, non vittime, non eroi, né rifugiati da compatire né migranti da temere. Persone che resistono, si preoccupano, gioiscono.

“Mi piace l’idea che un giorno guarderanno questi scatti” – confessa la fotografa – “Per ogni Polaroid che scatto ne lascio una al soggetto della fotografia, come ricordo di quel momento, con una frase molto semplice scritta sul retro, qualunque sia la tua destinazione, fammi sapere se sei al sicuro. Si tratta di un messaggio di speranza, che, purtroppo, non varrà per tutti”.

Un’edizione limitata di cartoline del progetto ricamate a mano è disponibile presso The Photographers Gallery, Londra. I ricavati della vendita sono donati ad “Athena” Centro per Donne Rifugiate sull’isola di Chio.

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