L’affondamento del Titanic il 15 aprile 1912

Il 10 aprile ebbe inizio l'unico viaggio del Titanic: il 15 aprile, infatti, si inabissò nelle acque oceaniche dopo la collisione con un iceberg

La storia del Titanic, il transatlantico britannico è conosciuta a livello mondiale e negli anni è entrato nell’immaginario collettivo anche grazie al film diretto da James Cameron e uscito nelle sale 1997 (questa è la trasposizione più famosa).

Nave gemella delle RMS Olympic e Britannic, fu progettato da William Pirrie, il disegnatore, e dell’architetto Thomas Andrews, mentre la sua costruzione fu possibile grazie al finanziamento di John Pierpont Morgan. I lavori iniziarono il 31 marzo 1909, due anni dopo, il 31 maggio, fu varata. e il 31 marzo 1912 fu completata. In tutto costò 7,5 milioni di dollari.

Il Titanic doveva rappresentare il punto di arrivo per il mondo navale dell’epoca: era il transatlantico più grande e lussuoso del mondo.

Preceduto dalla fama di “inaffondabile”, il 2 aprile salpò da Belfast alla volta di Southampton, che raggiunse due giorni dopo. Da quella città, infatti, si preparava per il suo primo viaggio. L’ultimo visto il tragico affondo.

Il 10 aprile ebbe inizio l’unico viaggio del Titanic, che alle 12:00, agli ordini del capitano Edward John Smith, avviò i motori alla volta di New York. Dopo aver raggiunto Cherbourg, in Francia, raggiunse Queenstown, in Irlanda, e da lì ripartì alle 13 dell’11 aprile. Quello fu anche il giorno in cui iniziarono ad arrivare segnalazioni circa la presenza di iceberg nei pressi di Terranova, ma il capitano non ne fu informato.

Il 14 aprile fu Bruce Ismay a consegnare a Smith un messaggio del Baltic che segnalava la presenza di ghiaccio a circa 400 km sulla rotta del Titanic, ma questo non lo indusse a rallentare dato che la possibilità di incontrare ghiacci non rappresentava un’anormalità. Poco dopo, però, arrivarono altri due messaggi che segnalavano la presenza di iceberg e questi ancora una volta non arrivarono al ponte di comando. Intorno alle 22.30 il Titanic incrociò il piroscafo Rappahannock, che aveva appena superato una banchisa circondata da iceberg, ma il transatlantico non diminuì la velocità e il mare calmo non fu certo di aiuto. Inutile anche il messaggio del mercantile Californian delle 23.00 nel quale veniva segnalata la presenza di iceberg proprio sulla rotta del Titanic. Le comunicazioni, infatti, non arrivarono in plancia.

Alle 23.40 arrivò l’avvistamento ad occhio nudo dell’iceberg. Furono due le vedette di turno che informarono l’equipaggio, ma alla velocità di 21 nodi e circa 550 metri di distanza fu impossibile evitare la collisione. Non tutti i passeggeri avvertirono l’impatto e soprattutto la gravità della situazione, ma nel frattempo l’acqua cominciò a entrare nei compartimenti. Con quattro di esse allagati il Titanic, almeno da progettazione, sarebbe potuto restare a galla. L’iceberg aprì sei fessure e questi interessarono cinque compartimenti e da subito emerse il dramma: fu dato l’ordine di abbandonare la nave, ma il transatlantico era dotato di sole 16 lance e non tutti le persone a bordo, dunque, avrebbero potuto usufruirne. Ogni lancia poteva portare 65 persone, ma quelle calate a partire dalle 00.40 erano quasi vuote (29 e 12 persone quelle a bordo delle prime due).

Intorno all’1.30 la prua era completamente sommersa, alle 2.10 la poppa era sollevata e formava un angolo di 30° con la superficie marina e cinque minuti dopo s’interruppe il circuito elettrico. Alle 2.20 si inabissò anche la poppa.

Furono 706 i superstiti e solo pochi di loro, circa 50, erano tra coloro che si trovavano a bordo del Titanic durante il naufragio. Oltre 1500 le vittime.

Social

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here