Spalletti: “Le prossime otto partite possono determinare il nostro futuro”

Spalletti: "Serve il ghigno, lavorare col sorriso ma col ghigno perché il derby può disturbare gli equilibri"

La Roma deve ripartire. L’eliminazione dalla Coppa Italia maturata dopo la doppia sfida contro la Lazio può causare delle fratture e la squadra di Spalletti dovrà essere brava proprio nella gestione mentale della gara. Il tecnico toscano è intervenuto in conferenza stampa alla vigilia della gara contro il Bologna:

“Donadoni ha sempre fatto giocare bene le squadre. Sono anche imprevedibili, davanti hanno velocità e potenza con giocatori di qualità. Il Bologna ha vinto due delle ultime tre partite, perdendo a Firenze negli ultimi minuti. Ha vinto col Sassuolo e il Chievo. Può giocare a 3 o 4 in difesa, bisogna essere pronti e proprio per la classifica che hanno possono giocare senza essere in tensione per il risultato e hanno giocatori, tipo il figlio di Di Francesco, Destro, molti ex che vogliono mettersi in evidenza e viene dopo il derby: è una partita delicata e insidiosa quindi dovremo essere forti, fortissimi”.

DERBY – “Dopo ogni partita si fa sempre un’analisi a Trigoria, si fa un incontro dove ci si parla in maniera professionale e corretta perché siamo una squadra in tutti i sensi. In questo caso c’è il dispiacere e l’insidia che poi possa diventare una sconfitta difficile quella del non aver passato il turno. In questo caso ci siamo detti che bisogna essere ancora più professionali e bisogna rafforzare quello che è il concetto del sottopalla, del contrasto vinto. Si sono andati a prendere cose fondamentali per superare momenti così. Serve il ghigno, lavorare col sorriso ma col ghigno perché è stata una partita che può disturbare gli equilibri”.

PORTIERI – “Sono due professionisti che si confrontano e che possono ambire a una maglia, sono entrambi forti. La gerarchia legata alle competizioni esiste se c’è una qualità assoluta di grande livello”.

DE ROSSI E GERSON – “De Rossi? Se le risposte continuano a essere positive posso prendere in considerazione di farlo giocare. Ci sono sempre state partite che avrebbero potuto mettere in difficoltà la condizione fisica e mentale di Gerson, la sua esperienza all’interno della squadra. Avendolo schierato poco non sai mai quale risposta può darti, perché poi negli allenamenti quanto le partite sono così ravvicinate non si vede mai l’effettiva condizione di uno che ha giocato poco”.

TOTTI – “Lavoro con coerenza come ho sempre detto. Non voglio gestire la storia di Totti, ma il calciatore. Forse l’ho fatto giocar poco, forse molto: dipende molto dai punti di vista. Cerco di fare le cose con più coerenza possibile, senza essere disturbato da niente nelle scelte”.

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