Roma, Spalletti se ne va: “Fischi immeritati, mi dispiace lasciare”

Spalletti: "I fischi vengono da qualcuno che ha voluto anteporre una guerra tra me e Totti che non esiste. Quei fischi non me li merito, per come sono fatto e per come ho lavorato"

Spalletti lascia. La Roma resta senza lo storico capitano, la bandiera degli ultimi 25 anni e senza l’allenatore che lo scorso anno l’ha presa per mano e l’ha riportata in alto. Lo stesso tecnico, ormai ex, è intervenuto in conferenza stampa a Trigoria:

“Io penso che, soprattutto in questo momento, in cui c’è stato l’addio di Francesco, che qui ci sia bisogno di punti di riferimento, di persone forti e di personalità che hanno una professionalità spiccata nel confronto con gli addetti ai lavori. Per me Monchi ha queste qualità e sono convinto che lui riuscirà a compattare tutte le risorse della Roma dove probabilmente non sono riuscito io. Se si riesce a compattarle tutte sarà sicuramente una Roma fortissima”.

RINGRAZIAMENTI – “Prima dobbiamo ringraziare tutte le persone che ho avuto vicino. Il primo pensiero va al dietro alle quinte, tutte persone che mi hanno dato una mano importante, che mi sono stati sempre vicini a quelli che arrivano prima, che ci rendono il lavoro più facile: la squadra invisibile, senza la quale sarebbe stato difficile per me, un po’ disordinato come sono, ritrovare tutte le cose a posto. Parlo di persone normalissime, i ragazzi in cucina, le donne delle pulizie, persone che viaggiano a fari spenti per i corridoi di Trigoria. Voglio ringraziare naturalmente i calciatori, la Società, tutti gli staff presenti qui: ci sono tanti professionisti e grazie a loro la Roma può guardare al futuro. Questa è una Roma sicuramente forte”-

IL PERCORSO – “Di errori ne ho fatti, ma mi sono sempre comportato con coerenza. È chiaro che ho il mio metodo e il mio modo di fare e mi fido di questo. Ho quindi tentato di metterlo in pratica e nei vari passaggi siamo arrivati a questo punto. Ognuno può dare l’importanza che vuole alle sconfitte e alle vittorie. Io ho gioito e sofferto molto nei vari eventi della stagione. Mi porterò dentro i risultati che hanno fatto la differenza. I risultati sono un po’ tutto nel calcio, purtroppo. La fotografia migliore è la serietà del gruppo. Tutte le mattine in cui abbiamo cercato di impostare il lavoro giornaliero ci siamo preparati passaporto e biglietto per andare a confrontarci a testa alta contro qualsiasi avversario: perché se non lavori in maniera seria e corretta la domenica è impossibile fare i risultati. Il lavoro sul campo ha un valore assoluto. Mi porto dietro quindi il lavoro dei ragazzi e i risultati che hanno fatto la differenza, sia nel bene sia nel male. a cosa più importante è che lascio una Roma forte, una squadra che ha delle individualità importanti. Quest’anno non è andata bene come avrei voluto, però non vorrei sentir dire che questa mia seconda edizione è stata di passaggio. Perché ci sono contenuti importanti che vanno portati dietro per fare una Roma altrettanto più forte”.

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