Romaeuropa Festival, da settembre l’edizione “interrogativa”

Where are we now? è la domanda che dà il titolo alla 32ma edizione del Romaeuropa Festival

Where are we now? è la domanda che dà il titolo alla 32ma edizione del Romaeuropa Festival. Perché la nostra attuale condizione, dice Fabrizio Grifasi (direttore del festival e della Fondazione Romaeuropa), pone in primo luogo l’urgenza di farsi domande. Oltre 300 artisti da 32 paesi, 60 spettacoli, 79 progetti, 7 prime assolute, 174 repliche; e una nutrita serie di mostre, installazioni, convegni, percorsi formativi. Il tutto dal 20 settembre al 2 dicembre in 24 location. Il Romaeuropa 2017, vetrina internazionale della danza contemporanea, il festival più eclettico e generoso della Capitale, è stato presentato con l’intervento, tra gli altri, del vicesindaco e assessore alla Crescita Culturale Luca Bergamo.

L’esordio il 20 settembre con la grande coreografa tedesca Sasha Waltz, con la prima italiana della sua nuovissima Creation. Poi il filo si snoda con il meglio, e sui molteplici versanti, del prisma coreutico-scenico contemporaneo (di cui il festival ha da sempre l’ambizione d’essere la cartina di tornasole): Dada Masilo, Sidi Larbi Cherkaoui, Jan Fabre, Jeff Mills con Tony Allen, Carl Craig con Francesco Tristano. E poi Marco Paolini con Mario Brunello e Frankie hi-nrg, The Holy Body Tattoo con Godspeed You!, Ascanio Celestini, Alessandro Baricco, Roberto Herlitzka… E questo è solo un florilegio di nomi, la lista è molto più lunga.

Anche quest’anno, poi, c’è Digitalife (ottava edizione), la rassegna nella rassegna, la mecca hi-tech sotto la supervisione di Monique Veaute (presidente della Fondazione Romaeuropa): realtà virtuale, video-arte, full immersion, per la prima volta al Palazzo delle Esposizioni. E, a orientare il tutto, vengono riproposti gli “aggregatori tematici” (Visions, Powerfull stories, Sharing, Selfie). E a coronare il vastissimo programma arrivano i focus, le rassegne interne (Dancing days per la nuova danza europea, Anni luce per il giovane teatro italiano), i momenti di scambio e condivisione di Community.

Grazie a iniziative come questa”, ha detto il vicesindaco Bergamo, “cittadini e turisti si riappropriano degli spazi della città, scoprono nuove dimensioni culturali di Roma e godono del piacere della cultura”. Il festival, ha soggiunto Bergamo, “ha da sempre funzionato da collettore di tanti soggetti e di numerose istituzioni culturali internazionali”. E quest’anno, a suggellare lo spirito di dialogo e il ‘fare rete’ che stanno nel dna di questa lunga kermesse, c’è la novità “dell’accordo raggiunto tra Palaexpo e Romaeuropa”.

Romaeuropa Festival, a febbraio inserito dal Parlamento tra i grandi festival d’interesse nazionale, è sostenuto da Mibact, Regione Lazio, Roma Capitale e supportato dalla fondazione Terzo Pilastro – Italia e Mediterraneo.

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