La promulgazione del Capitolare di Quierzy il 14 giugno 877

Il 14 giugno 877 Carlo II, detto il Calvo, promulgò il Capitolare di Quierzy, un testo normativo attraverso il quale venne riconosciuta formalmente l’ereditarietà dei feudi maggiori. La pratica, che era già in uso, consentì ai figli di poter succedere ai padri senza perdere alcun bene.

Con questo testo Carlo il Calvo andò incontro alle richieste pervenute dai grandi feudatari:

Se sarà morto un conte, il cui figlio sia con noi, nostro figlio, insieme con gli altri nostri fedeli disponga di coloro che furono tra i più familiari e più vicini al defunto, i quali insieme con i ministeriali della stessa contea e col vescovo amministrino la contea fino quando ciò sarà riferito a noi. Se invero avrà un figlio piccolo, questo stesso insieme con i ministeriali della contea e il vescovo, nella cui diocesi si trova, amministri la medesima contea, finché non ce ne giunga notizia. Se invece non avrà figli, nostro figlio, insieme con i rimanenti nostri fedeli, decida chi, insieme con i ministeriali della stessa contea con il vescovo, debba amministrare la stessa contea, finché non arriverà la nostra decisione. E a causa di ciò nessuno si irriti se affideremo la medesima contea a un altro, che a noi piaccia, piuttosto che a colui il quale fino ad allora la amministrò. Ugualmente, dovrà essere fatto anche dai nostri vassalli. E vogliamo ed espressamente ordiniamo che tanto i vescovi, quanto gli abati e i conti, o anche gli altri nostri fedeli cerchino di applicare le stesse regole nei confronti dei loro uominiSe qualcuno dei nostri fedeli, dopo la nostra morte … vorrà rinunciare al mondo, lasciando un figlio o un parente capace di servire lo stato, egli sia autorizzato a trasmettergli i suoi honores … E se vorrà vivere tranquillamente sul suo allodio, nessuno osi ostacolarlo in alcun modo né si esiga da lui null’altro che l’impegno di difendere la patria”.

Con il Capitolare di Quércy, dunque, Carlo II fissò i limiti entro i quali il Reggente poteva agire, garantendo lo Status quo fino al rientro del Sovrano.

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