Russiagate, “Trump sotto inchiesta”. Scoop del Washington Post: “Ostacolò indagini Fbi”

Il presidente Donald Trump potrebbe essere messo sotto inchiesta per intralcio alla giustizia. E’ il procuratore Robert Mueller a valutare questa ipotesi, secondo quanto scrive il ‘Washington Post’: Mueller sospetta infatti che Trump abbia ostacolato le indagini in corso da parte dell’Fbi, poiché a sua volta coinvolto nelle presunte interferenze della Russia durante la campagna elettorale. La notizia arriva qualche giorno dopo l’intervento di James Comey davanti al Congresso: sotto giuramento, l’ex capo del Federal Bureau – licenziato da Trump a maggio – ha dato la sua versione dei fatti: il presidente, secondo quanto ha detto, non gli avrebbe mai chiesto esplicitamente di accantonare l’inchiesta, tuttavia avrebbe esercitato varie “pressioni” in questo senso, arrivando a suggerirgli di smettere di indagare sull’ex Consigliere per la Sicurezza nazionale, Michael Flynn, coinvolto nella stessa vicenda: “E’ una brava persona. Lascialo stare“, gli avrebbe detto Trump.

Secondo il ‘Washington Post’, già all’inizio della settimana prossima Mueller potrebbe ascoltare cinque alti funzionari della sicurezza tra cui Daniel Coats, direttore della National intelligence, Mike Rogers, capo della National security agency (Nsa), e Richard Ledgett vicecapo della Nsa. Le fonti contattate dal giornale – che hanno chiesto di restare anonime poiché non autorizzate a diffondere questo genere di informazioni – hanno inoltre spiegato che Coats, Rogers e Ledgett si sono fatti avanti spontaneamente. L’inchiesta per ‘ostacolo alla giustizia’ su Trump sarebbe scattata non appena Comey è stato licenziato, il 9 maggio scorso: il team di Mueller si sarebbe immediatamente attivato per raccogliere testimonianze tra persone potenzialmente informate dei fatti “sia all’interno che fuori dal governo”.

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