Il mercoledì nero (azzurro) di Suning in Borsa per via dell'Inter

Mercoledì di paura per i titoli azionari di Suning Commerce Group: il colosso dell’elettronica proprietario di maggioranza dell’Inter ha visto crollare del 6,5% le azioni alla Borsa di Shenzhen, dopo che un programma televisivo trasmesso martedì sera dalla CCTV (l’ente televisivo statale cinese) ha definito l’acquisto nel maggio dello scorso anno del 68,55% del club nerazzurro per 270 milioni  di euro “un esempio degli investimenti irrazionali” che da tempo preoccupano le autorità finanziarie; e che hanno portato Pechino a imporre da dicembre scorso una stretta sulla fuoriuscita dei capitali e – più di recente –  restrizioni ai prestiti per acquisizioni all'estero. “Questo famoso club calcistico ha accumulato perdite per cinque anni per un totale di 275,9 milioni di euro. Per quale motivo una società cinese avrebbe dovuto comprarlo?”, ha chiesto in trasmissione Bai Yansong, il conduttore di News 1+1(新闻1+1), programma di approfondimento di venticinque minuti andato in onda martedì sera dopo il tg delle 19. Alla domanda di Bai ha risposto il suo ospite, Yin Zhongli, un ricercatore dell’Accademia delle Scienze Sociali:  “Alcune aziende cinese sono già pesantemente indebitate a casa loro eppure spendono in modo sconsiderato all’estero con prestiti bancari –  ha detto Yin – Penso che molte operazioni di acquisizione all’estero abbiano poche possibilità di generare liquidità e non posso escludere che si tratti di riciclaggio”. Così scrive il South China Morning Post. Negli ultimi tre anni le aziende cinesi hanno speso decine di miliardi di euro per comprare club calcistici nel Regno Unito, in Spagna, in Francia, in Italia e in Germania. 

Sono tempi duri per gli investimenti cinesi all’estero in settori che Pechino considera pericolosi quali calcio, industria dell’intrattenimento e real estate; cioè quei settori che rischiano di prestarsi a operazioni speculative o spesso usati per mascherare fughe di capitali all’estero. La China Banking Regulatory Commission (Cbrc), l'ente di regolamentazione del settore bancario, ha ordinato ai sei maggiori gruppi bancari a livello nazionale di procedere a uno scrutinio estremamente attento delle acquisizioni all'estero di diversi gruppi cinesi. Nell’occhio del ciclone delle autorità finanziarie sono finiti Wanda, il gruppo del magnate Wang Jianlin, Fosun, Anbang, Hna e altri grandi gruppi, tra cui Caixin cita la Rossoneri Zhejiang Investment (uno dei primi veicoli utilizzati per l'acquisto del Milan da parte di Rossoneri Sport Investment Lux.).

Le banche cinesi, confermano diverse fonti che hanno parlato al South China Morning Post di Hong Kong, hanno ricevuto il 20 giugno scorso l'ordine di non concedere ulteriori prestiti a Wanda da parte della Cbrc sia per gli accordi già chiusi che per quelli ancora da concludere (in tutto sei operazioni, di cui quattro concluse e due in fase di chiusura). 

Suning è forte e credibile. Ma l'investimento sul calcio è stato bocciato

Suning, investitore da sempre considerato solido e credibile,  non è finito nel mirino delle autorità. Eppure Bai Yansong non ha risparmiato critiche in diretta. Accuse pesanti che hanno provocato un vero e proprio capitombolo in Borsa: le azioni della Suning sono crollate del 6,5% toccando il valore settimanale più basso di 10,22 yuan (1,51 dollari), prima di risalire a 10,55 yuan, chiudendo a -2,7%. In trasmissione non è mancato un accenno a un’altra operazione calcistica giudicata “irrazionale”: l’acquisto cinese del Milan. Proprio la stretta sui capitali aveva inciso sui ritardi dei pagamenti delle rate a Fininvest per l’acquisizione del 99,93%  (740 milioni) del club da parte del misterioso uomo d’affari Li Yonghong, operazione che dopo diversi rinvii si è conclusa il 13 aprile scorso attraverso un nuovo veicolo offshore (Rossoneri Sport Investment Lux.) e con un prestito da 303 milioni dell’hedge fund americano Elliott.

"Miriamo a migliorare l'influenza del nostro marchio"

Come riporta il sito Fcinter1908 ill vicepresidente di Suning Sun Weimin ha commentato il presunto blocco del governo cinese degli investimenti esteri, illustrando la strategia di mercato della proprietà: “Ho visto il report di CCTV (la tv statate cinese, ndr.), Suning sostiene fermamente la politica nazionale sugli investimenti all’estero. La strategia di Suning si è sempre basata sullo sviluppo del mercato interno, con la volontà di espandere i mercati esteri e di soddisfare le esigenze di sviluppo del mercato domestico. Investendo sull’Inter si possono studiare le esperienze straniere nel settore calcistico, migliorando il livello di quello cinese introducendo tecniche avanzate di gestione e formazione. Basandosi sull’Inter, Suning mira a migliorare l’influenza del proprio marchio a livello internazionale, spinto da una forte rete commerciale di espansione all’estero”.

Fonte: Agi

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