Nel 2016 il venture capital in Italia ha investito 181 milioni in 92 startup

Nel 2016 gli investimenti di venture capital in seed e startup italiane hanno finanziato 92 società, per un valore pari a 181,4 milioni di euro. Entrambi i dati sono in crescita rispetto allo scorso anno. Del 19% il primo (le società finanziate nel 2016 erano state 77) e del 51% il secondo (120 milioni nel 2016). Si conferma così il tasso di crescita dello scorso anno. È quanto emerge dal Rapporto Venture Capital Monitor, presentato dalla LIUC-Università Cattaneo, Associazione Italiana del Private Equity, Venture Capital e Private Debt (Aifi) ed Eos Investment Management.

Se si allarga il perimetro ai busines angel, il totale delle società finanziate arriva a 129 (con un progresso anno su anno del 10%) e 202 milioni. Gli investiori informali costituiscono un decimo del mercato dell'early stage italiano. Il rapporto ha censito, per la prima volta, anche i cosiddetti follow on (cioè i round successivi al primo compiuti dalle società già presenti nel capitale). Sono dieci e aggiugno al conto altri 38,9 milioni di euro: la cifra sale quindi a 220,5 milioni. Ma qui, essendo un dato inedito, non c'è la possibilità di un confronto con il passato. Con alcuni grandi deal a concentrare buona parte delle risorse: i primi dieci dell'anno hanno attirato 98 milioni, più della metà del totale. Nel monitor dell'Aifi vengono considerate le società con sede italiana ma anche startup con sede all'estero ma direttamente riconducibili a fondatori italiani.  

I 10 round di investimento a doppia cifra del 2016

  • FaceIt 13,5 milioni – Londra 
  • Sysdig 13,5 milioniSan Francisco
  • Talent Garden 12 milioni Milano
  • Nouscom 12 milioniBasilea
  • Yewno 10 milioni Redwood, CA
  • AnaBios 9 milioni San Diego
  • Rigenerand 8,7 milioni –  Medolla, Modena
  • SilkBiomaterials 7 milioni Como
  • BeMyEye 6,5 milioni Milano
  • MoneyFarm 6,3 milioni – Londra – Milano

In Italia attivi 82 investitori

Il numero degli investitori attivi (coloro che hanno fatto almeno un’operazione durante l’anno) si attesta a 82 (business angel esclusi): +71% rispetto al 2015, quando erano 48. Sono ancora in gran parte italiani (solo il 18% è straniero). Ma lo scenario cambia se si guarda il peso dei round: circa la metà della cifra complessiva arriva dall'estero.

“Il venture capital sta crescendo e i dati lo dimostrano", afferma il presidente di Aifi Innocenzo Cipolletta. "Ci sono tutte le condizioni perché possa decollare: siamo un Paese con buona ricerca, capacità imprenditoriale ed elevato risparmio". Cui si sono aggiunti "dal governo Monti in poi – afferma Cipolletta – semplificazione e agevolazioni", con il sostegno "degli operatori di secondo livello come Cassa depositi e prestiti".

'Lieve crescita ripetto al 2016'

Le cifre complessive, anche se in progresso, restano comunque lontane dalle medie europee. E (obiettivo tutt'altro che scontato) andranno confermate. Francesco Bollazzi, responsabile dell'Osservatorio Venture Capital Monitor si attende “un 2017 in linea o in lieve crescita rispetto al 2016”. Nonostante un primo semestre non proprio brillante. E resta (anche in questo caso nonostante i passi avanti) un problema di taglia. L’investimento medio in seed capital è di 950 milioni di euro per l’acquisizione di quote del 19%. Nelle operazioni di startup, l’ammontare medio è stato di 2,7 milioni di euro per rilevare una quota media di partecipazione pari al 21%.

'Servono obiettivi più alti'

“Dobbiamo porci obiettivi più alti – afferma Anna Gervasoni, direttore generale Aifi e professore Ordinario alla Liuc – e lavorare per la crescita degli operatori e lo sviluppo di un ecosistema più incisivo, dando un peso maggiore alle Università e ai centri di ricerca che sono e possono essere ancor di più traino della ricerca e dell’innovazione così come accade nei contesti più virtuosi”.

Settori e geografia hanno assetti costanti. Come per gli anni passati, la Lombardia è la regione in cui si concentra il maggior numero di operazioni: costituisce un terzo del mercato. Seguono Lazio, con il 17%, ed Emilia Romagna, con il 5%. L’Ict monopolizza l’interesse dei venture capital, convogliando il 37% dei round.

Fonte: Agi

Social

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here