Roma Capitale e Tribunale Ordinario di Roma presentano la Convenzione per lo svolgimento dei lavori di pubblica utilità

Obiettivo: offrire un’alternativa al carcere per i reati di limitato allarme sociale, incentivando il contributo a favore della collettività

Garantire alla collettività il ritorno di ciò che le è stato sottratto con le condotte illegali, attraverso l’esecuzione di lavoro prestato gratuitamente da parte dei condannati e degli imputati a favore dei cittadini in settori come ospedali, verde pubblico, viabilità, musei, biblioteche e attività a sostegno di soggetti in difficoltà.

E’ l’obiettivo della Convenzione, per lo svolgimento dei lavori di pubblica utilità, siglata lo scorso maggio dal Presidente del Tribunale Ordinario di Roma Francesco Monastero e l’Assessora alla Persona Scuola e Comunità Solidale di Roma Capitale Laura Baldassarre. Il testo è stato presentato oggi, nel corso di un seminario svoltosi in Campidoglio.

La Convenzione riguarda i casi in cui il Giudice può applicare, anziché pene detentive e pecuniarie, quella del lavoro di pubblica utilità in favore della collettività, o su richiesta dell’imputato, può sospendere il procedimento e disporre la messa alla prova (MAP) sulla base di un programma di trattamento predisposto dall’Ufficio Interdistrettuale Esecuzione Penale Esterna (UIEPE) ex art. 3 della Legge 67/2014.

Attraverso la Convenzione, della durata quinquennale, l’Amministrazione si è impegnata ad accogliere 550 persone (100 in più rispetto la precedente Convenzione), che svolgeranno attività non retribuita in favore della collettività presso strutture e/o sedi capitoline e municipali, enti e associazioni di volontariato e della cooperazione sociale individuati e convenzionati con la stessa.

Verranno svolte prestazioni di lavoro nella manutenzione e nel decoro di ospedali e case di cura, giardini, ville e parchi; prestazioni di lavoro per finalità di protezione civile, anche mediante soccorso alla popolazione in caso di calamità naturali, di tutela del patrimonio ambientale e culturale, compresa la collaborazione ad opere di prevenzione incendi, di salvaguardia del patrimonio boschivo e forestale; prestazioni di lavoro in opere di tutela della flora e della fauna; prestazioni di lavoro a favore di organizzazioni di assistenza sociale o volontariato operanti, in particolare, nei confronti di alcoldipendenti, tossicodipendenti, persone con disabilità, malati, anziani, minorenni o stranieri.

Sulla base dei rilievi effettuati il 30/06/2017, sono 1.640 le persone che si sono rivolte al Servizio di Segretariato Sociale con problematiche di giustizia riparativa e per accedere al lavoro di pubblica utilità come pena sostitutiva o come programma di messa alla prova. Questi dati sono registrati dal 2011, anno in cui è stato configurato come reato penale, all’interno del Codice della Strada, la guida in stato di ebrezza o sotto effetto di sostanze psicotrope.

I percorsi espiativi conclusi proficuamente tra il 1 gennaio 2011 e il 30 Giugno 2017 sono 890, mentre 129 sono i soggetti attualmente sottoposti ai lavori di pubblica utilità di cui 36 lavori di pubblica utilità e 93 messe alla prova. I restanti 621 sono richieste che non hanno ancora completato il loro iter. Si tratta di percorsi penali che hanno una percentuale molto alta di successo. Le sospensioni dei percorsi e le revoche delle persone seguite dal servizio sono meno del 4%.

Rispetto alle tipologie di reato delle persone in carico, si rileva la prevalenza della guida in stato di ebrezza per chi richiede la pena sostitutiva del lavoro di pubblica utilità (92%) e la residualità della guida sotto effetto di sostanze (3%), del piccolo spaccio (2,5%) e delle seconde sospensioni condizionali (2,5%).

La Convenzione che abbiamo sottoscritto con il Tribunale Ordinario di Roma rappresenta uno strumento in grado di incidere in maniera efficace e concreta sul tessuto sociale. Consentiamo, infatti, a chi ha commesso errori di riabilitarsi, tramite azioni che determinano un beneficio per tutta la collettività. Altro aspetto positivo è la sinergia sviluppata con il Tribunale. Costruire percorsi di collaborazione interistituzionale consente di produrre un importante salto di qualità a più livelli, favorendo forme di collaborazione attiva e modelli operativi finalizzati a dare attuazione, in modo concreto, alle prescrizioni di legge”, commenta la sindaca di Roma Capitale, Virginia Raggi.

L’obiettivo della Convenzione stipulata con Roma Capitale è quello di consentire il ritorno alla collettività di ciò che le è stato sottratto con le condotte illegali: questo avviene attraverso l’esecuzione di lavoro prestato gratuitamente da parte dei condannati e degli imputati a favore dei cittadini in settori di particolare interesse per la nostra città e per i suoi abitanti, come ospedali, verde pubblico, viabilità, musei, biblioteche e attività a sostegno di soggetti in difficoltà”, osserva il Presidente del Tribunale Ordinario di Roma Francesco Monastero.

La costruzione di una comunità solidale passa anche attraverso lo sviluppo di una rete istituzionale volta a favorire forme di collaborazione attiva e modelli operativi finalizzati a dare attuazione, in modo concreto, a prescrizioni di legge. Tramite iniziative come questa è possibile riavvicinare lo stato alle persone: poter contribuire a beneficio della collettività, sempre e in qualsiasi condizione, è un principio che dobbiamo tornare ad affermare. Mettendo a sistema l’apporto di tutti i soggetti interessati possiamo finalmente a concepire un nuovo modello di società”, evidenzia l’assessora alla Persona, Scuola e Comunità Solidale Laura Baldassarre.

Offrire il proprio lavoro volontario per il bene della città e dei cittadini è un gesto importante e un modo per reinserirsi nella società dopo essere stati in carcere. Roma ha bisogno di persone che abbiano la volontà di ricostruire e portare con la loro manodopera un cambiamento concreto e positivo per tutti. La convenzione siglata tra Roma Capitale e il Tribunale di Roma realizza un beneficio immediato sia per il detenuto e sia per cittadini, garantendo un futuro migliore a entrambi. Quest’anno l’amministrazione ha consentito un aumento considerevole delle persone coinvolte e per i prossimi anni lavoriamo per incrementare ulteriormente il numero”, sottolinea l’assessore allo Sport con Delega ai Rapporti con il Garante dei diritti delle persone private della libertà personale Daniele Frongia.

L’applicazione del Protocollo genera una convenienza per più soggetti, a vari livelli. In particolare i cittadini possono usufruire di importanti servizi, mentre imputati e condannati si mettono a disposizione della comunità in maniera produttiva. Ora l’obiettivo è estendere il progetto a tutta Roma, includendo con capillarità l’intero territorio cittadino”, afferma il Garante dei diritti delle persone private della libertà personale di Roma CapitaleGabriella Stramaccioni.

 

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