Giornata Mondiale dell’Alzheimer: AIRALZH rilancia la ricerca con i giovani

ROMA – In occasione della XXIV° Giornata Mondiale dell’Alzheimer, Airalzh Onlus, Associazione Italiana Ricerca Alzheimer, presenta i primi risultati delle ricerche ottenuti dal network di giovani scienziati che hanno lavorato in 25 centri di eccellenza – distribuiti in 14 regioni italiane – grazie agli assegni erogati da Coop nel 2016 e banditi dall’Università degli Studi di Firenze.

“Siamo tutti consapevoli – afferma il Prof Sandro Sorbi, Presidente Airalzh – che i risultati della ricerca richiedono tempo, costanza e impegno. Un anno di attività è un tempo molto breve per attendersi importanti risultati, ma questi giovani ricercatori hanno profuso moltissimo entusiasmo raggiungendo già dei risultati apprezzabili e contiamo su questo progetto di rete, nel quale sono coinvolti consolidati centri di ricerca italiani – da molto tempo impegnati nello studio della malattia di Alzheimer e delle demenze – per rafforzare la speranza.”

I primi risultati delle ricerche

Due polifenoli presenti nell’Olio Extravergine di Oliva, l’Idrossitirosolo e l’Oleuropeina Aglicone, sono stati studiati per confermare il loro effetto come principi nutrienti in grado di contrastare la formazione delle molecole tossiche che normalmente si accumulano nel cervello (dott.ssa Manuela Leri – Dipartimento Scienze Biomediche Sperimentali e Cliniche dell’Università di Firenze). Il prosieguo della ricerca permetterà di convalidare e ottimizzare l’uso di questi polifenoli nella progettazione di farmaci efficaci nella prevenzione e nella cura della malattia.

E’ stata scoperta una proteina (CAP2) potenzialmente in grado di modificare i processi di memoria e apprendimento che vengono alterati nella malattia di Alzheimer (dott.ssa Silvia Pelucchi – Dipartimento di Scienze Farmacologiche e Biomolecolari dell’Università degli Studi di Milano). Questo studio permette di identificare un potenziale bersaglio farmacologico per prevenire la cattiva funzionalità dei contatti tra le cellule nervose  delle prime fasi della patologia di Alzheimer.

E’ stata applicata ad un gruppo di pazienti una terapia non farmacologica non ancora introdotta in Italia – la Terapia di Stimolazione Cognitiva (Cognitive Stimulation Therapy – CST, Spector et al., 2003) – ed i primi dati dell’indagine evidenziano un miglioramento nel linguaggio e una riduzione dei disturbi comportamentali (dott.ssa Francesca Ferrari Pellegrini – Dipartimento di Medicina e Chirurgia Sezione di Neuroscienze dell’Università degli Studi di Parma). Convalidare l’efficacia di questa terapia permetterà di diffonderne l’utilizzo in Italia.

COOP rinnova il conferimento dei 25 assegni di ricerca

“Per contrastare e sconfiggere l’Alzheimer purtroppo non esistono ancora terapie risolutive – spiega il Prof Sorbi – Esiste solo la ricerca, unica arma per rallentare e bloccare la progressione della malattia e per effettuare diagnosi sempre più precoci e tempestive. Mi piace inoltre sottolineare che questi giovani ricercatori stanno studiando i meccanismi di protezione che se attuati fin da giovani riducono il rischio di ammalarsi quando saranno anziani!”

Per questi motivi, COOP ha annunciato di voler rinnovare, per il secondo anno consecutivo, il conferimento dei 25 assegni di ricerca che permetteranno alla rete di giovani ricercatori – estesa su tutto il territorio italiano – di proseguire gli studi nei settori della biologia, della ricerca clinica e delle biotecnologie.

Giornata Mondiale dell’Alzheimer

Il 21 settembre ricorre la Giornata Mondiale dell’Alzheimer proprio per riportare l’attenzione su una delle tematiche socio-sanitarie più rilevanti del XXI secolo. L’Alzheimer è stato definito – dall’Organizzazione Mondiale della Sanità – una priorità per la sanità pubblica mondiale; da qui nasce l’urgenza di fare della ricerca medica una priorità globale.

Secondo il World Alzheimer Report, nel mondo si stimano circa 47 milioni di persone affette da demenze di cui il 50-60% con Alzheimer e l’Italia risulta all’ottavo posto per il numero di persone colpite da queste malattie: si stimano più di 1,4 milioni di malati di cui circa la metà affetti da Alzheimer. A causa dell’invecchiamento della popolazione si prevede che nel corso dei prossimi 30 anni i casi triplicheranno ed entro il 2050 ne sarà affetta 1 persona su 85 a livello mondiale coinvolgendo 133,5 milioni di persone. Anche se la velocità di progressione può variare, oggi l’aspettativa media di vita dopo la diagnosi è dai tre ai nove anni.

Fonte: Dire.it

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