Inzaghi: “Buona prova di maturità. Immobile vero leader”

Inzaghi: "Oggi siamo scesi in campo e abbiamo approcciato bene la gara. Nel secondo tempo abbiamo dato una buona prova di maturità"

La Lazio si rialza e dopo la sconfitta per 4-1 contro il Napoli fa festa al Bentegodi grazie a Immobile, sempre più trascinatore, e Marusic. Mister Inzaghi non può che essere soddisfatto:

“Avevamo 6-7 potenziali titolari fuori ma ero sereno ieri, ero sereno alla fine della partita col Napoli e avevo detto che l’autostima doveva crescere. Oggi siamo scesi in campo e abbiamo approcciato bene la gara. Nel secondo tempo abbiamo dato una buona prova di maturità perché abbiamo gestito”.

LA SQUADRA – “Ho voluto mantenere lo stesso assetto. Ho pensato di schierare la squadra a quattro, ma faccio i complimenti a Patric che ha fatto bene e ha dato tantissimo, come Luiz Felipe. Dal 4 luglio anche loro si allenano nel migliore dei modi”.

I RITORNI – “Mi piacerebbe avere problemi di abbondanza. Tra Felipe e Nani è più vicino al rientro il secondo. Vediamo se giovedì sarà della partita, anche per uno spezzone. Era infortunato, adesso si sta integrando e speriamo di utilizzarlo. Cercheremo di recuperare anche Milinkovic e i difensori, poi abbiamo questi due giovani portoghesi. Toccherà a loro mettersi in mostra, imparare la lingua in fretta”.

IMMOBILE – “Lo conoscevo da giocatore e non come persona. Lui è un leader, un trascinatore. La cosa che mi ha colpito di più è lo spirito di appartenenza. Incita e per questo dopo Lulic e Parolo ho messo lui. Avrei potuto anche toglierlo, poi la scelta è caduta su Lucas Leiva”.

MIGLIORARSI – “Alla vigilia del campionato nessuno diceva che saremmo stati dietro alle grandi. Le nostre avversarie si sono rinforzate, ma lo scorso anno abbiamo dimostrato che squadre più attrezzate possiamo lasciarle dietro, anche se quest’anno abbiamo meno tempo per preparare le gare”.

PAZZINI E PECCHIA – “L’ho visto bene, ma aveva tre difensori addosso. Pecchia? Sento dire che lo scorso anno il Verona è venuto in Serie A perché doveva. Non è vero, è salito grazie a Pecchia e al gruppo”.

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